15 Gennaio 2021

Oggi la maxi udienza per chiedere un nuovo processo alla So.cre.bi

Caso  So.cre.bi  Oggi  si  torna  in  aula.  Anche  se  questa,  in  tempo  di  Covid,  è  un’espressione  figurata  non  reale  in  quanto  l’udienza  prevista  per  le  9.30  si  terrà  da  remoto  con  giudice,  procuratore  parti  che  saranno  connesse  ognuno  dai  propri  uffici.  L’udienza  è  quella  attesissima  riguardante  il  destino  delle  oltre  500  querele  presentate  da  chi  ha  avuto  un  proprio  caro  cremato  nel  tempio  comunale  di  Biella,  gestito  dal  2016  fino  al  sequestro  dell’ottobre  2018  dalla  società  So.cre.bi  facente  capo  alla  famiglia  degli  impresari  funebri  Ravetti.  Il  giudice  Arianna  Pisano  dovrà  decidere  se  accogliere  la  richiesta  della  Procura  che  chiede  l’archiviazione  di  tutte  queste  querele,  la  stra  grande  maggioranza  presentate  da  famiglie  che  si  sono  appoggiate  all’associazione  dei  consumatori  Codacons,  richiesta  cui  si  assoceranno  legali  degli  indagati  — siamo  nell’ambito  di  un’udienza  preliminare  quindi  non  si  può  parlare  di  imputati  — oppure  se  ritenere,  come  opinione  delle  parti  civili,  che  gestori  dipendenti  So.cre.bi  debbano  essere  nuovamente  processati.  Perché  un  processo  bis?  Perché  nel  procedimento  che  si  è  concluso  ottobre  con  le  pesanti  condanne  degli  amministratori  della  Società  — 5  anni  mesi  di  reclusione  per  Alessandro  Ravetti  anni  per  il  fratello  Marco,  condanne  seguite  sentenza  di  patteggiamento  per  gli  altri  soci  dipendenti  So.cre.bi  — erano  stati  presi  in  oggetto  solo  gli  episodi  documentati  in  circa  un  mese  di  indagini  portate  avanti  dai  carabinieri  di  polizia  giudiziaria  su  incarico  della  Procura  dopo  che  al  Terzo  piano  di  via  Repubblica  erano  arrivate  circostanziate  segnalazioni  da  parte  di  dipendenti,  alcuni  ex,  altri  ancora  in  servizio.  Nell’arco  di  quel  mese  casi  di  doppie  cremazioni  provate  documentatamente  con  intercettazioni  ambientali  sono  stati  tre.  La  Procura  aveva  quindi  deciso  di  procedere  per  quelli  non  potendo  provare,  nonostante  il  fondato  sospetto,  condotte  penalmente  rilevanti  in  una  fase  temporale  antecedente.  Nonostante  il  sequestro  di  una  grossa  quantità  di  ceneri,  in  una  scatola  quasi  400  chilogrammi,  pur  provando  che  si  trattava  di  resti  umani,  per  il  consulente  della  Procura,  il  medico  legale  Cristina  Cattaneo,  prestigiosa  consulente  in  casi  giudiziari  di  rilevanza  nazionale,  era  impossibile  da  lì  estrarre  profili  genetici  in  grado  di  risalire  all’identità  dei  soggetti  cremati  per  fondare  una  pretesa  di  costituzione  di  parte  civile  in  un  processo  penale.  questa  conclusione  si  oppone  l’avvocato  Alessandra  Guarini  che  rappresenta  le  famiglie  che  si  sono  affidate  al  Codacons.  Coinvolto  nelle  indagini  dall’associazione  dei  consumatori  l’ex  comandate  dei  Ris  di  Parma  il  generale  Luciano  Garofano,  ottenuto  di  poter  svolgere  esami  scientifici  sulle  urne,  sarebbe  arrivato  una  conclusione  opposta  quella  della  Cattaneo.  Autorizzato  dai  familiari  — dato  il  costo  dell’esame  solo  una  minima  parte  ha  aderito  all’iniziativa  — ha  svolto  test  genetici  individuando  doppi  profili  genetici.  Su  questo  altri  elementi  che  saranno  portati  all’attenzione  del  giudice  per  l’udienza  preliminare  si  fondano  le  speranze  dei  querelanti.  Si  deve  comunque  aggiungere  che,  se  anche  fosse  possibile  risalire  al  profilo  genetico  dalle  ceneri  trovare  in  un  urna  più  profili,  questo  non  proverebbe  nulla  essendo  il  tempio  un  ambiente  non  sterile  dove  le  contaminazioni  ambientali  non  sono  evitabili.  giudice,  sulla  base  degli  elementi  raccolti,  potrà  decidere  per  l’archiviazione  oppure  per  l’imputazione  coatta  degli  indaganti  quindi  di  fatto  aprire  un  nuovo  processo,  oppure  per  il  rinvio  degli  atti  alla  Procura  per  un  supplemento  di  indagini  sulla  base  dei  nuovi  elementi  di  prova  portati  in  evidenza  dalle  parti.  Una  decisione  che,  è  scontato,  non  arriverà  oggi  anche  se  familiari,  che  si  sono  affidati  Codacons,  sperano  di  poter  leggere  dalle  scaramucce  giudiziarie  tra  le  parti,  almeno  un  orientamento.  Oggi,  loro,  non  saranno  presenti  davanti  al  Tribunale,  per  il  solito  pacifico  sit-  cui  avevano  abituato  avvocati  forze  dell’ordine  davanti  al  Tribunale.  «Essendo  l’udienza  on-  non  avrebbe  senso.  Io,  con  Laura  Attena,  sono  stato  indicato  dalle  altre  persone  coinvolte  in  questo  scandalo  che  ha  ferito  nostri  sentimenti,  per  presenziare  all’udienza  dallo  studio  dell’avvocato  dichiara  Paolo  Galuppi  assurto  un  po’  ruolo  di  porta  voce  delle  persone  che  si  sentono  vittima  del  sistema  So.cre.bi  Intanto  da  pochi  giorni  sono  state  depositate  le  motivazioni  della  sentenza  che  si  fondano,  oltre  che  sulle  risultanze  d’indagine  anche  sulle  ammissioni  di  Alessandro  Ravetti.  Ammissioni  che,  va  riconosciuto,  sono  state  rilasciate  in  interrogatori  avvenuti  sotto  la  pressione  della  carcerazione  preventiva.  Sicuramente  la  difesa  si  appellerà  nella  speranza  di  vedere  riformata  una  sentenza.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox