8 Giugno 2021

Oggi il tavolo per riaprire le discoteche. I gestori: “Non siamo figli di un dio minore”

Si svolgerà stasera il tavolo governativo per la riapertura delle discoteche, l’unico settore senza ancora una data per ricominciare a lavorare. Un incontro a cui non è prevista la partecipazione di esponenti della categoria, come fatto notare dal senatore di Forza Italia Marco Siclari, secondo cui «le decisioni, come è giusto che sia e come dimostrato sempre da questo governo, vanno prese e condivise con la associazioni di categoria, interloquendo con i destinatari delle decisioni e delle eventuali restrizioni in modo da poterle e volerle applicare». Da una fonte del ministero della Salute trapela che nei prossimi giorni il sottosegretario Andrea Costa dovrebbe incontrare i sindacati del settore.

Certo è che sembra sempre più vicina la riapertura dei locali da ballo, anche se con alcuni limiti. Limiti che secondo il presidente della Silb del Veneto, Paolo Artelio, non giustificano tutto, come l’ipotesi di far funzionare le discoteche solo come piano bar: «Andare in discoteca e non poter ballare è come andare al ristorante e non poter mangiare…». Della stessa idea il collega Antonio Flamini, presidente di Silb Roma: «Limitazioni troppo stringenti renderebbero antieconomica la riapertura e la chiave potrebbe essere il green pass ovvero l’ingresso con possibilità di ballare per i vaccinati, per chi si presenta con il tampone negativo e per chi è guarito dal Covid». E mentre il proprietario dell’Alcatraz di Milano Lorenzo Citterio non crede ai tamponi («se si tratta di imporre i tamponi, magari molecolari, hanno un costo, sono una barriera all’ingresso abbastanza alta. In assenza di gratuità dei tamponi rimane questo ostacolo. Col vaccino e il green pass sarebbe invece più ragionevole. Sarebbe anche un incentivo ai giovani a vaccinarsi: se per ballare devono essere vaccinati, per tornare alla vita e alla socialità, lo fanno più volentieri», il titolare del Praja di Gallipoli Francesco Susca pone un’altra questione: C’è il rischio che i nostri ragazzi partano per trascorrere le vacanze in Paesi dell’Est. In tal modo si pone il problema di eventuali contagi da ritorno. Il flusso dei rientri va gestito». E ieri pomeriggio erano in 336 ad aver firmato la petizione online su change.org lanciata dal patròn del Piper, storico locale di Roma, Giancarlo Bornigia per fare riaprire i locali: «Non siamo figli di un Dio minore e svolgiamo all’interno della società un ruolo economico e sociale degno di rispetto».

Sulla riapertura con protocollo di sicurezza delle discoteche sembra d’accordo anche il sottosegretario Costa, che al TG2 dice che «le discoteche vanno riaperte per ballare, non può essere il distanziamento quello che fa aprire. Dobbiamo lavorare su due criteri: il contenimento, quindi le capienze ridotte, e l’entrare in sicurezza. Credo che il criterio del green pass possa essere quello da applicare alle discoteche».

E intanto il rpesidente del Codacons Carlo Rienzi lancia l’allarme delle discoteche abusive che «sfuggono a qualsiasi controllo delle forze dell’ordine e si trasformano in luoghi pericolosissimi sul fronte Covid, dove i giovani ballano ammassati l’uno sull’altro e senza mascherina».

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