Oggi Borgese parlerà davanti al giudice
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fonte:
- Il Tempo
•Simone Borgese, il 30enne reo confesso dello stupro della tassista, sarà chiamato a raccontare ancora una volta davanti agli inquirenti il suo gesto atroce, la follia, il raptus che venerdì all’ alba hanno lacerato per sempre l’ animo di una donna di 43 anni. Questa mattina nel carcere di Regina Coeli si terrà, infatti, l’ interrogatorio di garanzia, il primo atto istruttorio dopo l’ ammissione resa domenicapomeriggio in questura davanti al pm Eugenio Albamonte e agli agenti della Mobile che lo avevano appena catturato. Borgese oggi risponderà alle domande del gip Flavia Costantini. Sarà lei, una donna, a decidere sulla convalida dell’ arresto sollecitata dal pubblico ministero che per primo ascoltò la confessione dopo un iniziale tentativo di respingere le accuse. «Quell’ uomo ha ro vinato per sempre la mia esistenza- ha raccontato la tassista – il fatto che ora sia dietro le sbarre è da una parte un sollievo perchè non potrà più fare male ad altre persone, ma quello che ha lasciato in me non passerà mai. Tornerò, comunque, presto a fare il mio lavoro». La donna, che stava sostituendo il titolare della licenza, quella mattina accompagnò Borge se in una strada isolata a Ponte Gale ria, poco lontano dall’ abitazione della famiglia oggi straziata dal dolore. Lì, tramortita con un pugno dal giovane, fu costretta ad un rapporto orale prima di esser derubata del portafoglio con 90 euro all’ interno. «Le ha preso i soldi? -ha chiesto sbigottita la mamma del ragazzo nell’ intervista rilasciata in esclusiva a Il Tempo – Ma quanto? E perché? – ha incalzato il patrigno, Paolo – Lavorava, è un bel ragazzo», ha sussurrato, con le mani sugli occhi. La famiglia del 30enne ora dietro le sbarre con le accuse pesantissime di violenza sessuale aggravata, rapina e lesioni, ha descritto Simone Borgese come un «ragazzo per bene, sano, innamorato della sua bambina». «Un figlio buono, che non mi ha mai dato problemi – ha dettola madre-, ma diventato duro e aggressivo dopo la separazione dalla moglie». «L’ ho lasciato avive re con il padre quando aveva ormai 21 anni-ha spiegato-. Io ero stanca di esser picchiata, ma su Simone non aveva mai alzato le mani se non per cose giuste». Intanto i tassisti, che in questi giorni girano per le strade della Capitale con un nastro rosa in segno di solidarietà alla collega, hanno annunciato una giornata di sciopero il prossimo 9 giugno al quale aderirà anche il Codacons. «Appoggiamo in pieno l’ iniziativa dei tassisti, per chiedere a gran voce più legalità e maggiore sicurezza sulle strade, ma non solo – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il 9 giugno, infatti, chiederemo anche di incrementare i controlli sul fronte della salute dei conducenti di veicoli pubblici, costretti a percorrere strade colabrodo dove l’ asfalto è distrutto e le buche sono ovunque». Sil. Man.
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