17 Gennaio 2005

Offerta argentina, scatta l`ora X

Offerta argentina, scatta l`ora X.
Operazione al via tra le proteste

Parte oggi ufficialmente in Italia la proposta di concambio sui bond in default emessi dal governo argentino. Il Comitato investitori titoli Argentina (Cita) incontrerà infatti il sottosegretario alle Finanze di Buenos Aires Guillermo Nielsen. E non sarà un incontro amichevole, in quanto già da giorni si sa che il comitato boccerà la proposta di ristrutturazione del debito.

Insomma, l`operazione prende il via, come si sapeva da giorni, in un`atmosfera di grande tensione, tra polemiche e annunci di proteste di piazza. I road-show delle autorità argentine, che si protrarranno fino al 25 gennaio per esporre i dettagli dell`offerta ai piccoli risparmiatori, avranno subito come contraltare la protesta di piazza organizzata dall`Intesa dei consumatori davanti a Montecitorio a partire dal mezzogiorno.

Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc chiedono dunque “una grande mobilitazione per non creare un precedente pericoloso per i rapporti economici internazionali“. In nessuno degli incontri svolti con i rappresentanti del governo argentino, infatti, fanno sapere gli esponenti delle associazioni, c`è stata possibilità di trattativa. In passato infatti il Cita si è più volte confrontato con i rappresentanti del governo argentino ma senza mai riuscire a ottenere nulla. La protesta di oggi sarà l`occasione per fare appello a tutte le autorità perchè l`offerta argentina sia rivista, nonostante tutti i “niet“ che sono arrivati da Buenos Aires negli ultimi giorni. “E` scandaloso“ si legge nella nota dell`Intesa “che si faccia una proposta indecente, con un meccanismo di ricatto del prendere pochissimo o addirittura niente. Il Cita invita il governo, il Parlamento, la Banca d`Italia, la Consob a difendere gli interessi di 450mila cittadini italiani che stanno subendo una truffa da uno stato sovrano e da sempre amico del nostro Paese“.

Intanto, dopo l`apertura ufficiale della campagna, già da venerdì scorso l`operazione è stata avviata per il concambio dei tango-bond di un valore complessivo di 81,8 miliardi di dollari, il più grande della storia economica. Il concambio si protrarrà fino al 25 febbraio prossimo e, secondo quanto assicurano i giornali, i fondi pensione locali, in possesso di titoli per almeno 15 miliardi di dollari, caleranno un asso a favore del governo accettando il rimborso.

Dovrebbero imitarli, sempre sempre i media argentini, anche banche e assicurazioni, con bond per almeno 5 miliardi di dollari. In pratica, il governo argentino avrebbe già nel carniere oltre il 20% del totale del debito da ristrutturare.

Una partenza favorevole che servirà al governo per indurre quell`effetto contagio proprio dei mercati finanziari e che si aggiungerà alla sorprendente giocata di Lavagna che, nel dare il via ai road-show per l`offerta, ha assicurato che, in teoria, il governo “potrà ritenere chiuso il default se raggiungerà almeno il 50% delle adesioni“.

Ma ecco cosa prevede l`offerta di rimborso dei bond argentini agli obbligazionisti che vorranno aderirvi. Ai risparmiatori vengono proposti tre titoli alternativi ai “tango bond“ originali: obbligazioni “par“, “discount“ e “quasi par“.

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