29 Giugno 2011

Odori nauseabondi dai fossi di S.Pierino

Odori nauseabondi dai fossi di S.Pierino
 

-FUCECCHIO- SONO STATI ripuliti dall’ erba alta e dalla vegetazione spontanea i fossi che a San Pierino si immettono nel Rio di Macone. Ma i problemi restano perché quelle che scorrono nella rete di regimazione idraulica dei campi e nel Rio non sono solo acque di sgrondo meteorico. I cattivi odori, il colore indefinibile e le schiume spesso di vario colore provano che quegli scarichi arrivano da insediamenti civili e forse anche da qualche attività produttiva. Un fenomeno non permanente, ma che si ripete con una certa frequenza come se di tanto in quanto qualche insediamento della zona scaricasse residui di lavorazioni che poi, attraverso i fossi, arrivano fino al Rio di Macone e da questo in Arno senza alcun processo di depurazione. Le polemiche sul Rio, che raccoglie per altro reflui dalla contigua zona di San Miniato e sollevate a piu’ riprese dai residenti specie dei nuovi quartieri della zona sud-ovest della frazione, hanno portato l’ anno scorso a un controllo dei NAS e a una serie di prelievi da parte dell’ Arpat che avrebbero confermato che il canale è in realtà una fogna a cielo aperto. Se in inverno le piogge e il freddo ne rende meno percepibile la situazione, quando la temperatura comincia a salire le maleodoranze dovute a uno stato anomalo del Rio si avvertono anche a grande distanza, mentre la putrescenza dei liquidi che vi scorrono favorisce lo svilupparsi di colonie di zanzare e la presenza di ratti che scorrazzano indisturbati. A nulla sono valse le sollecitazioni per la realizzazione di un’ adeguata rete fognaria mentre le famiglie degli oltre 1500 residenti, in crescita con il forte sviluppo edilizio degli ultimi anni dovuto anche a un Piano Strutturale che ne prevede l’ estensione, pagano il canone di fognatura e di depurazione sulle bollette dei consumi idrici. Canoni da contestare, stando sempre ai residenti, cosi’ come la tassa del Consorzio della Valdera competente per questa parte del territorio ma a quanto pare tutt’ altro che interessato, almeno a giudicare da quanto accade, a verificare cio’ che ne è dei fossi e dei canali. Stando ad alcuni sampierinesi, se in questi mesi estivi si registreranno nuove anomalie nei fossi, verrà inoltrato ai competenti organi di controllo, come il Nas, un esposto per chiedere adeguate verifiche che accertino se vi sono abusi che causano inquinamento o se il fenomeno di schiume e colorazioni è da considerarsi normale. Tramite Codacons, che ha una sue sede anche a Fucecchio, si contesteranno inoltre le bollette del Consorzio della Valdera, non fosse altro che per richiamare l’ attenzione su una realtà che non puo’ essere ignorata ancora piu’ a lungo.
 

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