5 Febbraio 2020

Odissea sulla Roma-Giardinetti «Nessuno ci ha detto del blocco»

IL FOCUS «Ma come non passa il trenino? Ne è sicura?», domanda sgranando gli occhi Carola Moscatelli. «Sì, signora mi dispiace ma le corse oggi sono state quasi del tutto soppresse». «E io come faccio? Ma poi perché nessuno ci ha avvisati? Qua non c’ è neanche un cartello». Banchina di Tor Pignattara, ora di pranzo. La gente è in fila che aspetta il trenino della linea su ferro della Termini-Centocelle per arrivare in Centro, ma dalla Casilina non si vede nessuna vettura in arrivo. Il servizio è sospeso a causa dell’ agitazione dei macchinisti, scattata all’ improvviso, che ha visto dei 48 dipendenti in organico, 37 produrre vari documenti giustificativi – dai permessi per la 104 ai certificati di malattia – per assentarsi dal lavoro. Risultato? Giornata di caos ieri. I vagoni fermi nel deposito di Centocelle e i macchinisti, quei pochi che si sono comunque palesati, immobili con le braccia incrociate. «Non sappiamo che fine ci fanno fare – dicono – se modificano la linea». E basta questo a organizzare di fatto uno sciopero non concordato? Per loro la risposta è affermativa. E non si preoccupano dei contraccolpi. «NESSUNA INFORMAZIONE» Con le persone che non sanno nulla, che non vogliono muoversi dalle fermate fino a quando non aprono con lo smartphone la pagina internet dell’ Atac e capiscono che il blocco è reale. «Ma roba da pazzi – tuona Antonio R. alla fermata di Porta Maggiore dove si contano decine di persone in attesa – Il cellulare che naviga su internet non ce l’ ho, non potevo vedere nulla, avrebbero dovuto mettere un impiegato a informare l’ utenza alle fermate». Ecco il dilemma: «Che facciamo?». Bisogna dirottare sulle alternative. Ovvero sulla linea di superficie 105 che copre grosso modo lo stesso percorso. Ma le vetture non bastano a rimpiazzare il servizio. Lo dice apertamente un ispettore della municipalizzata dei trasporti parlando al telefono con qualche dirigente di fronte all’ ingresso della metro C di Centocelle: «Che faccio? Le vetture non bastano, me li invento i bus da fare uscire?». E così la gente che abitualmente prende il trenino da questa periferia ad Est di Roma inizia a far di conto sui ritardi che inevitabilmente ci saranno in tutta la giornata, (il servizio tornerà regolare solo intorno alle 19) sugli appuntamenti che probabilmente salteranno o che dovranno essere rimandati, sulle commissioni da svolgere, affidandosi però ai taxi «perché se stiamo ad aspettare che passi l’ autobus, ci facciamo notte», constatavano una madre e una figlia, Mirella Calandrelli e Giulia Ieraci, in una fermata sulla Casilina. «Chiama un tassì dice la madre che dobbiamo andare in banca prima che chiuda». Sono quasi le 15, dovrebbero arrivare a San Lorenzo e a normali condizioni ci arriverebbero in appena 15 minuti. Adesso no, «adesso ci toccherà spendere pure una ventina di euro perché aspettare l’ autobus significa fare tardi, il 105 passa poco e ci mette una vita per via del traffico». IL PASSAGGIO Atac, nello scusarsi pubblicamente con i passeggeri, ha promesso di avviare tutte le verifiche del caso ed eventualmente adottare delle sanzioni o dei provvedimenti disciplinari. Il Codacons, da parte sua, è pronto a presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio mentre dal Campidoglio, l’ assessore ai Trasporti Pietro Calabrese è pronto ad andare avanti con il progetto di trasformazione della rete ferroviaria in tranviaria che comporterà il passaggio di qualifica degli attuali dipendenti della Termini-Centocelle. Camilla Mozzetti Giampiero Valenza © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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