Odissea rimborsi ex azionisti divisi «Basta coi rinvii» «Tria sconfitto»
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fonte:
- Corriere delle Alpi
ugone: «quasi contento». la cabina di regia: «la legge c’ è» adusbef: è la conferma che le norme europee non si aggirano
Roberta Paolinipadova. Passa la linea dei 5 Stelle sul risarcimento dei risparmiatori truffati. Nel decreto crescita non sono entrate le norme volute inizialmente da Tria. «Nessuna norma può essere inserita senza accordo delle associazioni» avrebbe detto Di Maio ieri in Cdm. A questo punto il premier Conte ha assunto l’ impegno di convocare le associazioni lunedì alle ore 12.Tra le cose su cui si sarebbe trovata la quadra (non normativa ma di intesa politica) ci sarebbe lo scudo per i funzionari e l’ accordo sul collegio dei nove saggi della Commissione giudicante del Mef che dovrà stabilire i rimborsi. Quindi lo stato di impasse sul decreto rimborsi ai risparmiatori truffati dalle banche permane. Il ministro Tria spinge per modificare la legge di bilancio proponendo una soluzione che consenta di procedere con indennizzi non a pioggia. Evitando così di incorrere nella procedura d’ infrazione Ue e, contestualmente, mettere al riparo i funzionari del Mef da eventuali procedimenti della Corte dei Conti che potrebbero scattare in caso di ristoro con denaro pubblico senza una sentenza o un arbitrato che attestino la frode. Dall’ altro il Movimento Cinque Stelle vuole mantenere l’ impianto delineato nella legge di bilancio, ed è pronto ad andare allo scontro pur di sbloccare i ristori. Tra le associazioni non tutti vedono negativamente questo ennesimo rinvio. Luigi Ugone di Noi che credevamo nella Bpvi è «quasi contento». «A noi sembra che il ministro Tria voglia fare una norma per far contenta l’ Europa. L’ Europa si è sbagliata su Tercas, si sbaglia anche su questo. L’ Europa parla di concorrenza e di consumatori, non c’ entra nulla. Noi siamo dentro tutte quante le normative, per quanto mi riguarda. Poi ho sentito delle stupidaggini assurde, come il doppio binario. Ma che discorso è? Se uno ha un Isee sotto i 35 mila ha diritto al rimborso diretto e gli altri no? Ma se sotto i 35 mila c’ è stato reato, c’ è stato per tutti, o no?».Non così la vedono le associazioni riunite nella cabina di Regia, che avevano istituito con il professor Bettiol il primo impianto della legge. Anzi ieri mattina, prima che iniziasse il Cdm, le varie sigle (tra cui Codacons, Adusbef, Consumatori Attivi Friuli, Ezzelino III da Onara, Unione Nazionale Consumatori, Per Veneto Banca Matteo) hanno inviato una missiva al premier Giuseppe Conte e ai vari ministri coinvolti nell’ odissea del Fondo Indennizzo Risparmiatori. Vale a dire Tria, Salvini, Di Maio e i due sottosegretari al Mef Bitonci e Villarosa. Chiedendo in sintesi: che la legge che c’ era prima andava bene e che andavano migliorate alcune cose, ma così come è ora la norma è stata stravolta. Per loro il tema del rimborso diretto non si pone, va bene l’ arbitro e va bene il doppio binario per le situazioni difficili, cioè quelle dei risparmiatori con Isee sotto i 35 mila euro. «L’ aspettativa di oggi era la soluzione dei problemi – dice Patrizio Miatello di Ezzelino III da Onara – questo conferma una gravissima inadempienza. È assurdo che non prendano quello che hanno già fatto e vadano avanti. È incomprensibile questa situazione. Le persone delle chiacchiere non ne possono più, perché la Sga sta cartolarizzando e vanno avanti. Io non so il problema tra Tria e il resto del Governo, la norma doveva essere attuata entro il 31 gennaio e non è stato fatto nulla».Le intese raggiunte, commenta amaro Cavallari di Adusbef «hanno carattere politico, non ci sono atti di legge, sentiremo cosa ha da dirci Conte tutto ciò conferma che ci sono norme europee che è difficile da bypassare, noi le avevamo segnalato». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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