26 Settembre 2010

Odissea in cielo per 90 friulani: sul Roma-Ronchi per 14 ore

UDINE. L’ ennesima odissea in aeroporto è toccata stavolta a circa 90 passeggeri di ritorno da Roma a Ronchi dei Legionari: 14 ore di passione da Fiumicino a Verona al Friuli, una notte in bianco senza assistenza e nessuna informazione, né da parte della compagnia aerea né dal personale dello scalo veneto; inutili anche le chiamate a carabinieri, polizia e persino alla Protezione civile. Viaggiatori inviperiti che ora chiedono, tramite il Codacons di Udine, un congruo risarcimento danni per la disavventura, vissuta nella più totale inconsapevolezza di come e quando si sarebbe mai tornati a casa. Un risarcimento che Alitalia si dice disposta a garantire. Tutto ha inizio venerdì sera, quando il volo Alitalia Fiumicino-Ronchi delle 20.50 registra un ritardo di circa 3 ore. Quando sta per atterrare allo scalo triestino, l’ aereo devia invece prima per Treviso, poi per Verona. Inutili le richieste dei passeggeri circa i motivi della variazione di rotta. "Il personale Alitalia – riporta il presidente provinciale Codacons di Udine Nicola D’ Andrea – non sa dare alcuna notizia in merito. Il comandante, però, rassicura che a terra sarebbero stati assistiti dal personale dello scalo: peccato che l’ aeroporto sia chiuso, così come i bar". È l’ una di notte, vi sono disabili e mamme con bambini piccoli e non è possibile avere da bere e da mangiare. Il distributore automatico funziona, ma non il cambia-monete. Dopo circa mezz’ ora di attesa giunge un addetto aeroportuale, il quale informa i passeggeri che si è in attesa di notizie dall’ Alitalia. Il rimbalzo di responsabilità però continua: poco dopo un referente della compagnia di bandiera comunica che è un onere dell’ aeroporto fornire assistenza (che intanto viene comunque fornita alla persona con disabilità, precisa D’ Andrea). Monta la rabbia e l’ impotenza, molti percepiscono che la cosa sarebbe potuta andare ancora per le lunghe e decidono di prendere un taxi, a proprie spese (viene negata infatti la richiesta dei passeggeri di fruire del servizio di taxi a carico dell’ Alitalia) per tornare a Ronchi: un salasso di oltre 400 euro. Chi resta a Verona non si arrende e chiama i Carabinieri: "troppo distanti, bisogna rivolgersi alla polizia", riferiscono i testimoni. Qualcuno, sempre più disperato, telefona anche alla Protezione civile, che non può intervenire. Verso le 4 di notte un sottufficiale della polizia informa di non poter far nulla, annunciando però che un pullman messo a disposizione dalla compagnia aerea sarebbe partito alle 6.30 per riportare tutti a Ronchi. Intanto la gente è sempre più inviperita: "È un’ indecenza" sbottano due 40enni friulani. "Che razza di paese è diventato l’ I talia?", si chiedono due canadesi. Alle 6.50 finalmente si parte, ma l’ autista, "già stanco per le ore di guida effettuate, si ferma in un autogrill a Vicenza per aspettare il cambio", riferisce uno dei passeggeri. Il pullman arriva all’ aeroporto di Ronchi sabato alle 10.20, con oltre 12 ore di ritardo rispetto all’ atterraggio previsto; 15 passeggeri subito denunciano il fatto alla polizia e convocano il Codacons. Li raggiunge l’ avvocato D’ Andrea, che conferma la gravità dell’ accaduto: "È mancata completamente l’ assistenza, fatto biasimevole a maggior ragione perché era notte; oltre alla mancata offerta di un decoroso pernottamento, non c’ era la possibilità di avere acqua e cibo. Inoltre non vi è stata informazione: solo verso le 4 si è appreso che sarebbe partito un pullman. Preoccupa infine il rimbalzo di responsabilità: nessuno si è assunto l’ impegno di offrire assistenza e fornire notizie certe". Al di là della denuncia alla polizia, il Codacons informa che "i passeggeri hanno diritto a un congruo risarcimento, a prescindere che la variazione di scalo fosse giustificata o meno". Chi volesse procedere tramite l’ associazione dei consumatori per ottenere il rimborso delle spese e il risarcimento può contattare il Codacons friulano allo 0432 403872. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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