Occhialini per Avatar sequestrat ial Corallo
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fonte:
- Il Secolo XIX
I GUSTI sono gusti e non ci sono dubbi sul fatto che "Avatar", il colossal digitale di James Cameron, abbia diviso e non poco gli spettatori. Ma che ci si mettesse in mezzo anche la guardia di finanza, non se lo aspettava nessuno. Eppure giovedì scorso gli uomini delle Fiamme gialle sono piombati al cinema Corallo di via Innocenzo IV, a Carignano, per sequestrare 400 occhialini per la visione 3d del film: quelli che consentono allo spettatore di ritrovarsi, almeno con gli occhi, in mezzo all’ azione dei guerrieri blu. «Grazie alla Camera di Commercio di Genova il sequestro è durato soltanto un giorno e stiamo tuttora proiettando "Avatar" in 3d – spiega Alessandro Giacobbe, gestore della sala – Ma è una situazione paradossale, avviata a livello nazionale dal Codacons». In sostanza, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dei consumatori, ha più volte segnalato una doppia problematica: «Secondo il Codacons, gli occhialini non sarebbero igienici – prosegue Giacobbe – Di quell’ aspetto si sta occupando il Nas, ma non da noi: li puliamo dopo ogni utilizzo e forniamo anche salviette imbevute di anti-batterico. L’ altra faccia della medaglia riguarda invece la finanza». Perché? «Secondo un decreto legge, a ogni occhiale dovrebbe essere associato un foglio esplicativo da consegnare allo spettatore, contenente le caratteristiche di quel prodotto, chi lo ha fabbricato, le istruzioni per l’ uso e le possibili controindicazioni. Insomma, come se in un ristorante dovessero darvi un depliant informativo su coltelli e forchette». Ecco, al Corallo quel foglio mancava: «E’ una norma generica applicata in maniera puntuale solo ai cinema – prosegue Giacobbe – La finanza ci ha spiegato che, al posto dei singoli bigliettini, avremmo potuto appendere dei cartelli esplicativi e così abbiamo fatto. Tanto che dal giorno dopo abbiamo ripreso la proiezione». Nessun problema di pericolosità per chi li usa? «Nel modo più assoluto – conclude Giacobbe – Cameron aveva riportato al cinema molti ragazzi con il suo "Titanic" e ora lo ha rifatto con "Avatar": viene da pensare che a qualcuno dia fastidio questo ritorno del pubblico sulle poltroncine dei cinema».
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