1 Marzo 2013

Occhiali 3D sotto inchiesta: si valuta il sequestro

Occhiali 3D sotto inchiesta: si valuta il sequestro

Non tutti, certo, ma quelli di una ditta giapponese. Una delle quattro aziende al mondo che li produce – e che in Italia ha un mercato non indifferente – utilizzerebbe materiali non a norma. Il nome non è stato ancora reso noto, di certo al momento si sa solo che non è la Sony.
Sulla vicenda ora la procura di Roma ha aperto un’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Pietro Pollari.
“Da ieri è stato aperto un fascicolo”: scrive La Repubblica. “Al momento senza ipotesi di reato. Ma in queste ore la magistratura potrebbe decidere di sequestrare preventivamente i prodotti”.

L’esposto del Codacons
Tutto nasce da un esposto dell’associazione dei consumatori Codacons, che ha denunciato la pericolosità delle lenti e il loro utilizzo improprio.
Gli occhialini farebbero male agli occhi, sono portatori di batteri e virus, costruiti con materiali non idonei.

Il caso: infiammazione acuta all’occhio
Emblematico il caso – portato alla luce dal Codacons – di un bambina di 3 anni che nel 2010 a Milano riportò un’infiammazione acuta all’occhio sinistro curata con una pomata cortisonica.
All’epoca il Codacons denunciò per la prima volta la potenziale pericolosità degli occhiali e intervenne il ministero della Salute per regolamentare il settore.

Direttive non recepite
Lo stesso anno il ministero della Salute intervenne con alcune direttive, sconsigliando ad esempio l’utilizzo degli occhialini sotto i 6 anni di età e stabilendo che i prodotti fossero in confezioni monouso per evitare la trasmissione di infezioni batteriche e virali.
Tre ditte su quattro hanno accolto le direttive, mentre la quarta è ora sotto inchiesta.

Nel mirino del Codacons anche le tv in 3D                
E dopo gli occhialini dei cinema, il Codacons oggi lancia l’allerta anche sui televisori 3D, sempre più diffusi nel nostro paese. Anche per l’uso domestico, ci sono infatti diverse indicazioni da tener presente (soprattutto per i bambini).
“Tali indicazioni, presenti nelle istruzioni – spiega però il Codacons – devono essere messe a conoscenza del consumatore prima ancora dell’acquisto di un televisore 3D, attraverso le etichette dei prodotti in vendita oppure utilizzando appositi prospetti informativi da apporre sugli apparecchi.  Solo in questo modo l’utente viene reso edotto sul corretto utilizzo degli occhiali 3D in ambito domestico e sulle relative controindicazioni, e solo così può effettuare una scelta consapevole e informata”.
L’associazione ha quindi presentato  un esposto alle Procure della Repubblica di tutta Italia e ai Nas, chiedendo di estendere le indagini anche ai televisori con tecnologia 3D in commercio, nei casi in cui siano venduti senza rispettare le indicate prescrizioni di sicurezza, risultando così pericolosi per i consumatori.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this