11 Luglio 2010

Occhi elettronici a difesa della casa? Lite sicura col vicino

– MILANO – E’ SOPRATTUTTO nei condomini e in quei complessi residenziali fatti di villette a schiera, spesso bifamiliari, che le telecamere stanno accendendo liti e producendo segnalazioni ed esposti. Solo al Codacons, associazione di tutela dei consumatori, da inizio anno sono arrivate, da Milano e hinterland, venti segnalazioni. Il canovaccio è sempre lo stesso. Un inquilino o chi, soprattutto in provincia, abiti in una villetta, decide di montare apparecchi di videosorveglianza e di sicurezza all’ ingresso della propria abitazione. Munendosi pure di cartello che rassicuri i passanti sulla limitatezza del raggio d’ azione della telecamera. Ma, prima o poi, inevitabile, spunta il vicino che assicura di essere spiato, che quell’ apparecchio filma anche quanto avviene davanti al suo ingresso. E la protesta non sempre è infondata o pretestuosa. PASSANDO in rassegna le segnalazioni giunte alle associazioni dei consumatori, si isolano infatti due casi. Il più delle volte a difesa delle abitazioni vengono installate telecamere abbinate a sensori ottici che fanno luce sull’ ingresso al passaggio di persone e mezzi. Ma difetti di fabbricazione o imperizia nell’ installazione fanno sì che i lettori ottici si attivino anche quando e entrare in casa, nella sua, è il vicino. Una segnalazione in particolare racconta di una ragazza che si sentiva spiata dal vicino perché ogni sera veniva illuminata dalla luce innescata dai lettori ottici installati sulla porta accanto alla sua. La rabbia della ragazza era dovuta al fatto che, in questo modo, il vicino potesse tenere d’ occhio i suoi orari e le persone che decideva di ospitare. Meno numerosi, invece, stando alle segnalazioni delle associazioni dei consumatori, i casi di vicini sorpresi a puntatre deliberatamente le telecamere anche verso le abitazioni vicine. Gi.An.

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