30 Giugno 2018

Obelisco verso la scadenza Si apre il contenzioso

Scrivo anche a voi per capire come mai un investimento immobiliare fatto nel lontano 2005 alle Poste Italiane e gestito da Investire Immobiliare Spa sia sceso del 94,82%. A fronte di un investimento iniziale di 10mila euro non riesco a capire come siamo potuti arrivare alla fine del 2017 ad un controvalore di 517,4 euro. A marzo 2018 ho inviato anche una lettera di richiesta di chiarimento a Investire Sgr, a Poste Italiane e a Federconsumatori ma non ho avuto alcun cenno di risposta. Chiedo il vostro intervento (forse riuscite a smuovere le acque) per avere delucidazioni in merito alle cause (legali o fraudolente) che hanno portato a questo disastroso risultato. Un buon numero di lettori stanno richiedendo, con motivata agitazione, un aggiornamento sulla situazione del fondo immobiliare Obelisco. «Questo strumento è stato collocato, insieme ad altri, da Banco Posta prevalentemente a risparmiatori poco avvezzi al rischio. È importante sottolineare come un fondo focalizzato su immobili ad uso commerciale presenti un’ alea non comparabile all’ acquisto di un appartamento da locare agli studenti sito nel centro delle principali città italiane – spiega Marcello Rubiu partner di Norisk -. E invece frequentemente l’ azione commerciale è stata impropria. Proprio per questo Banco Posta a inizio 2017 ha dovuto promettere un ristoro a coloro che avevano sottoscritto InvestReal Security, un prodotto simile ad Obelisco». Il “risarcimento” non era promesso a tutti i sottoscrittori ma solamente a coloro che hanno mantenuto il titolo nel dossier presso Banco Posta e, in aggiunta, l’ ammontare promesso era previsto in contante solo per gli ultra 80enni. Per gli altri sottoscrittori è stata conferita una polizza con durata di 5 anni su cui l’ intermediario incassa le commissioni di gestione. Poste Italiane ha lasciato intendere la volontà di estendere il ristoro anche ai sottoscrittori degli altri fondi immobiliari da loro collocati e quindi anche ai risparmiatori coinvolti in Obelisco. Il lettore ha esborsato 2.500 euro per quota alla fine del 2015 e adesso la quotazione in borsa è pari a 114,5 euro, a cui aggiungere 300 euro distribuiti negli anni sotto forma di dividendi e di rimborsi di capitale. Il patrimonio netto del fondo, ossia il valore contabile, è poco superiore a 166 euro. Per il lettore e gli altri sottoscrittori si preannuncia una perdita molto significativa dell’ ammontare investito per questo auspicano vi sia l’ intervento dell’ intermediario. Il fondo scade a fine anno e rimane da vendere un cespite importante, locato all’ Agenzia delle Entrate, pagato circa 29 milioni di euro e altri tre di valore inferiore. L’ intero patrimonio è attualmente valutato 25,2 milioni di euro e quindi questi cespiti sono stati pesantemente svalutati. Buona parte delle vendite sono avvenute negli ultimi 18 mesi e quindi a ridosso della scadenza. Tra gli investimenti più catastrofici segnaliamo un cespite sito a Roma, in Via Mazzola 66, acquistato per 45,3 milioni e venduto a marzo 2017 per appena 7,3 milioni di euro. Al momento della cessione il cespite era locato per appena il 34% del totale degli spazi. Anche l’ immobile, sempre in Roma, in Viale delle Arti 123, costituisce un esempio della “performance” del fondo: investito 36,2 milioni di euro agli inizi del 2006, nel 2017 è stato venduto per appena 8,7 milioni di euro. Anche in questo caso il tasso di occupazione al momento della vendita era pari al 43%. Per chi gestisce il fondo si è trattato comunque di un ottimo investimento visto che ha incassato oltre 40 milioni di euro da questo veicolo in 12 anni. Obelisco ha iniziato l’ attività proprio all’ apice del passato ciclo immobiliare, pagando a caro prezzo degli immobili di qualità non eccelsa e poi la crisi ha contribuito ad abbassare i valori di mercato di questi cespiti. «Purtroppo i fattori esogeni non possono motivare da soli il risultato così drammatico e la gestione del portafoglio non può essere considerata soddisfacente – spiega Rubiu -. Ci risulta che Codacons e altre associazioni dei consumatori abbiano intrapreso un contenzioso nei confronti di Poste Italiane. È assai probabile che il profilo di rischio effettivo del fondo fosse eccessivo rispetto a quello del lettore e di buona parte dei sottoscrittori e quindi si può prendere in considerazione di richiedere l’ intervento dell’ Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf) presso la Consob». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giuseppe vinci(via e-mail)

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