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22 Ottobre 2019

Obbligo Pos costerà 2 miliardi alle Pmi, rischio rincari per 77 euro a famiglia. Poste studia l’alternativa senza costi

 

L’obbligo del Pos per i commercianti costerebbe alle piccole imprese almeno 2 miliardi di euro. Lo stima Confesercenti nel giorno dell’assemblea a cui partecipa anche il premier Giuseppe Conte. La misura introdotta nella Manovra 2020 dovrebbe entrare in vigore a luglio 2020 (Leggi QUI), in attesa di trovare un accordo con il sistema bancario che faccia scendere i costi delle commissioni delle carte, soprattutto per i piccoli importi.

Il costo della misura, messa a punto per agevolare i pagamenti elettronici e combattere così l’evasione in Italia, rischia di pesare sulle spalle dei commercianti e delle piccole imprese per un ammontare di 2 miliardi di euro. All’allarme di Confesercenti si unisce quello del Codacons, che teme una ricaduta sui consumatori finali, con un aggravio di spesa, che potrebbe tradursi a sua volta in una contrazione dei consumi come conseguenza dei rincari dei listini al dettaglio.

“Siamo favorevoli all’obbligo per esercenti di accettare i pagamenti con carta, ma è innegabile che tale misura comporterà costi ingenti che, inevitabilmente, saranno scaricati sui consumatori finali, attraverso un incremento dei prezzi al dettaglio e delle tariffe”, spiega il presidente di Codacons, Carlo Rienzi. Tra costi di installazione, gestione dei Pos e commissioni interbancarie, ogni famiglia rischia di subire un aggravio di spesa pari a 77 euro annui, nel caso in cui i costi dei pagamenti elettronici saranno interamente trasferiti sui consumatori.

Trattare con le banche per azzerare le commissioni sui micropagamenti
Una soluzione sarebbe che il governo trattasse con le banche per azzerare del tutto commissioni e costi sui micropagamenti al di sotto dei 30 euro, così da alleggerire i costi per le imprese ed evitare l’ennesima stangata per le tasche delle famiglie. Già una prima banca, Intesa Sanpaolo, si è detta disponibile ad intervenire per tagliare le commissioni.

Da Poste l’alternativa al Pos senza commissioni
In questo quadro di malumore sull’obbligo del Pos, spunta una iniziativa di Poste Italiane che potrebbe proporsi come alternativa al Pos senza costi di transazione. Si tratta, secondo quanto anticipato da Il Corriere della Sera, in edicola oggi, di un sistema che tramite QR Code (una specie di codice a barre) inquadrato dalla fotocamera del proprio smartphone permette di pagare gli acquisti nei negozio, ma anche la fattura dell’idraulico o qualsiasi altro artigiano con partita Iva, senza alcuna commissione. L’obiettivo sarebbe proprio quello di offrire un nuovo servizio di pagamento, in alternativa al Pos, a negozianti e professionisti, evitando i relativi costi. Il progetto è attualmente in via di sperimentazione a Roma presso alcuni commercianti e dovrebbe prendere il via a gennaio 2020 in tutta Italia.

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