15 Novembre 2018

Obbligo di fusione tra le banche Bcc: Il governo prova a smontare la riforma

RISPARMIO VENEZIA Banche e risparmiatori al centro di trattative frenetiche tra i partiti di governo, che ieri di fatto hanno annunciato di essere pronti a smontare la riforma delle Bcc e a introdurre nuovi correttivi alla manovra per eliminare lo «scudo» per Consob e Bankitalia sui crac bancari e alzare il rimborso ai risparmiatori truffati dal 30 al 45% (ma c’ è chi punta anche più in alto come suggerisce il Codacons Veneto). E anche in questo caso spunta il giallo: sarebbe stata una «manina» del Ministero dell’ economia, affermano fonti di 5stelle e Lega, a inserire lo scudo per le autorità di Vigilanza già finite sotto accusa dalla Commissione bicamerale d’ inchiesta del precedente Parlamento e dalla Commissione regionale veneta. Sulle Bcc invece la maggioranza pensa di liberare le varie banche locali dagli obblighi di aderire ai gruppi nazionali. Gli istituti di credito avrebbero chiesto la mediazione del premier Conte, c’ è il rischio di incappare negli strali della Bce. Sui crac bancari la politica si è di nuovo spesa in prima persona e non solo confermando gli 1,5 miliardi per i rimborsi. OGGI SCADONO I TERMINI «La nostra scelta è semplice e chiara: nessuna tutela per Bankitalia, Consob e banche. Il governo salva solo i risparmiatori. Su questo non si fanno passi indietro, sia chiaro – avverte via Fb il vice premier e capo politico 5stelle Luigi Di Maio -. L’ abbiamo ribadito ad Andrea Arman, il presidente delle associazioni dei cittadini truffati dalle banche venete. Nel corso del nostro incontro abbiamo deciso come procedere anche in futuro con un solo obiettivo comune: soddisfare i risparmiatori truffati». Il sottosegretario all’ economia Massimo Bitonci preannuncia un’ iniziativa in questo senso del suo partito: «La Lega presenterà un emendamento al ddl di bilancio in discussione alla camera sulla questione dei risparmiatori truffati». La proposta sarà formulata «in modo che raccolga le istanze» emerse dai risparmiatori, «mantenendo la possibilità di contenzioso con Consob e le banche». La scadenza per la presentazione degli emendamenti in commissione Bilancio di Montecitorio è oggi. IL PREMIER CONTE MEDIA Fronte Bcc: nuovo tentativo della Lega di smontare la riforma delle Bcc varata nel 2016 e già parzialmente modificata nel luglio scorso. Il Carroccio ha presentato degli emendamenti al Dl fiscale per eliminare di fatto il cardine della riforma: lobbligo di adesione ai gruppi unici (Iccrea, Cassa Centrale e Raiffeisen), gruppi oramai avviati visto che dovrebbero partire fra la fine dellanno e linizio del 2019. Un blitz che vede lintervento del premier Giuseppe Conte in un vertice in mattinata cui fa seguito, in giornata, la volontà della maggioranza di lavorare a un testo condiviso anche con lopposizione. Il testo è atteso in Aula il 21-22 novembre. Lipotesi più probabile è quella di limitare al solo Trentino Alto Adige lopzione di costituire sistemi «di tutela istituzionale» fra banche (Isp sul modello tedesco) in alternativa ai gruppi unici. Si vedrà se resta in piedi la proposta della Lega di fissare lobbligo di adesione ai gruppi alle sole banche con oltre 100 milioni di patrimonio e una serie di requisiti. Soglie sotto la quali non ricade nessuna delle banche del credito cooperativo. Lesecutivo a luglio aveva solo prorogato di sei mesi il periodo per ladesione alla holding inserendo alcune modifiche peraltro chieste dalle stesse Bcc che avevano rafforzato il loro controllo sulla spa capogruppo (eventuali soci esterni non possono detenere più del 40% rendendo la scalata impossibile). Ora tutto sembra rimesso in discussione. Secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, trentino, le proposte in Senato prevedono «per le Bcc della nostra Regione la facoltà di adottare sistemi di tutela istituzionale, in alternativa allobbligo di costituire lholding previsto dalla riforma delle Bcc proposta dal governo Renzi». M.Cr. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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