12 Maggio 2017

Obbligo dei vaccini nelle scuole, è scontro tra ministre: da una parte il diritto alla salute, dall’altra quello all’istruzione

Obbligo dei vaccini nelle scuole, è scontro tra ministre: da una parte il diritto alla salute, dall’altra quello all’istruzione

Se non è scontro poco ci manca. Appaiono contrastanti le posizioni espresse, a proposito dell’obbligatorietà dei vaccini nelle scuole, dalla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, e da quella dell’Istruzione, Valeria Fedeli. La prima, convinta della necessità di ritorno all’obbligatorietà della vaccinazione per combattere il riemergere di pericolose malattie, ha preparato un apposito testo di legge, sulla base del quale vuole “aprire una discussione con i colleghi dell’esecutivo”. A suo avviso “i tempi sono maturi per una legge che ci riporti in sicurezza”. L’altra ha cercato di frenare opponendo valide giustificazioni.
Lo stop di Palazzo Chigi

Dalla presidenza del Consiglio intanto arriva lo stop a parlare del decreto nel Consiglio dei ministri di oggi. Forse il tentativo di bloccare sul nascere pericolose fughe in avanti della Lorenzin che potrebbero ampliare diatribe intestine e fastidiosi scossoni. L’intento spiegano in ambiente governativo è “stoppare sul nascere possibili polemiche su qualcosa che ancora non c’è, rimandando la discussione a quando il testo sarà definito”.

Sulla prospettiva di un decreto sull’obbligatorietà dei vaccini per l’ammissione a scuola, da proporre in fretta e furia all’approvazione del Cdm, si sarebbe innervosito anche Matteo Renzi, mentre la ministra dell’Istruzione Fedeli avrebbe opposto la necessità di tutelare – oltre alla salute – l’altro diritto costituzionale all’istruzione.
Il nodo

Il nodo risulta abbastanza difficile da sciogliere: da una parte c’è l’esigenza di salvaguardare la salute pubblica, dall’altro quello di assicurare a tutti l’istruzione scolastica. A questo proposito si era svolto un incontro tra la Fedeli e la Lorenzin il 7 febbraio scorso. La ministra dell’Istruzione si era espressa in quell’occasione “per la tutela dei bambini, e quindi per l’obbligatorietà delle vaccinazioni, sottolineando però che si deve trovare il modo per garantire al contempo anche il diritto costituzionale all’istruzione”. Una prospettiva a cui i due ministeri stanno lavorando da più di due mesi.
La posizione della Lorenzin

La Lorenzin ha chiarito di aver preparato un “testo di legge che prevede l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola dell’obbligo con un ampliamento delle vaccinazioni obbligatorie indicate dal nostro ministero. Tutte le vaccinazioni che sono nel piano vaccinale approvato nei Livelli essenziali di assistenza sono necessarie per la salute delle persone”. A rendere impellente il provvedimento ci sarebbe – secondo la ministra – la necessità di “rispondere ad una emergenza”, per “salvaguardare la salute della popolazione scolastica. Infatti – avverte – stare sotto la soglia vaccinale è un vero e proprio pericolo”. E “l’epidemia in atto di morbillo la dice lunga”. Bisogna inoltre “pensare alle varie malattie, anche più gravi, che potrebbero arrivare”.

Il testo di legge inoltre “risponde – a detta della Lorenzin – anche alla necessità di avere norme uniche in tutta Italia visto che le regioni si stanno muovendo in ordine sparso. La nostra idea – spiega su Repubblica – è quella di superare le definizioni di vaccini obbligatori e raccomandati. Tutti quelli indicati dal piano nazionale servono e vanno fatti. Ma poi vogliamo di volta in volta individuare con decreto gli eventuali vaccini necessari senza i quali non si possono iscrivere i figli alla scuola dell’obbligo in quel determinato anno. (…) Se le coperture tornassero sopra il 95 per cento non ci sarebbe bisogno di obblighi per certi vaccini”.
La vaccinazione di un bambino
La posizione della Fedeli

Le riserve della ministra all’Istruzione sono però altrettanto solide. “L’obbligo di andare a scuola è sancito dalla Costituzione. Se una coppia di genitori non vuole vaccinare il figlio gli fai perdere l’anno? – chiede la Fedeli – Li costringi a iscriverlo ad una scuola privata?”. Sull’onda di queste considerazioni ha così deciso con il suo staff di firmare un comunicato Miur. In sostanza – come si legge oggi sempre su Repubblica – si ribadisce l’esigenza di trovare un equilibrio tra i due diritti in gioco. Fedeli in pratica si esprime per la “tutela di bambini e bambine e dunque per l’obbligatorietà delle vaccinazioni”. Sottolinea tuttavia che “si deve trovare il modo per garantire al contempo anche il diritto costituzionale all’istruzione”. Il decreto della Lorenzin quindi – fa intendere la ministra – “necessita di approfondimenti e di una discussione anche da parte del Ministero dell’Istruzione per valutare se i tempi sono veramente maturi per una legge che ci riporti in sicurezza”.
Le Regioni

Per ora ci sono 12 Regioni che hanno scritto o approvato regolamenti d’obbligo relativi a nidi e scuole d’infanzia, ma il discorso diventa più complesso dalle elementari in poi, quando si parla di scuola dell’obbligo. E’ qui infatti che scatta la contrapposizione tra due diritti entrambi di valore costituzionale.
Il Pd

E il Pd? Il partito di governo sembra orientato a sostenere il provvedimento, perché sull’argomento ci sarebbe confusione e i dati denunciano la pericolosa tendenza di tante persone a non avvalersi dei vaccini.

“Il governo fa bene a mandare un nuovo segnale chiaro sui vaccini, è bene che su questo non risultino marce indietro e che il decreto venga fatto prima possibile – afferma Michele Anzaldi, responsabile comunicazione del segretario Renzi – Sui vaccini il governo non deve mostrare incertezze – continua – non devono esserci gialli o dubbi. Tutti gli italiani sanno che il governo Gentiloni è in piena continuità con il governo Renzi sul valore della vaccinazione. E’ comprensibile che ci siano tempi tecnici da rispettare, come ha detto anche Lorenzin annunciando il decreto, ma è bene che il messaggio che arriva all’opinione pubblica sia più chiaro possibile”.
C’è anche chi è contro

C’è però chi si schiera nettamente contro il progetto della ministra della Salute: il gruppo Ala-Scelta Civica, per esempio, chiede le dimissioni delle Lorenzin, ed il Codacons annuncia di essere pronto a ricorrere alla Corte Ue dei diritti dell’uomo contro una “legge incostituzionale”. Insomma, il tema è spinoso e controverso e resta solo da attendere per vedere come andrà a finire.

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