O sei sopra il metro e 60 o non ti attacchi al tram
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fonte:
- Libero
Sono dei gioiellini di tecnologia gli Eurotram di ultima generazione: aria condizionata, posto per disabili, pianale ribassato per agevolare l`accesso e persino finestrini panoramici. La tendenza è quella di venire incontro a tutti, con o senza menomazioni. Tutti eccetto i bassi. Chi non supera il metro e sessanta di altezza sugli Eurotram qualche problema ce l`ha. Soprattutto a reggersi in piedi, visto che il design dei nuovi tram verdi non prevede le maniglie che pendono dalle barre in alto. In pratica, o il passeggero è alto come un cestista o si attacca qua e là alle poltrone oppure si ritrova a fare presa con due dita sperticandosi verso l`alto. “Se invece tenti una presa migliore, rischi di rimanere come tarzan aggrappata a una liana“, sorride Ester, ventenne taglia 38 che non supera il metro e sessanta di altezza. Gli Eurotram e i Sirio, i due tipi di tram di ultima generazione messi in strada dall`Atm nel 2000/2001, percorrono cinque linee: 14 (Lorenteggio – Cimitero Maggiore), 7 (Lagosta – largo Mattei), 15 (via dei Missaglia – Duomo), 9 (Stazione Centrale – Porta Genova) e 4 (Parco Nord – Cairoli). Il progettista ha pensato a tutto. Per combattere il caldo c`è l`aria condizionata, per permettere ai disabili di viaggiare c`è il pianale ribassato e il posto riservato con cinture di sicurezza omologate e per avvisare i non vedenti dell`apertura e chiusura delle porte ci sono i segnali acustici. Si è venuti incontro anche ai turisti, che possono ammirare la città dai finestrini panoramici. Il problema rimane solo per gli under centosessanta centimetri, che spesso sono donne e quasi sempre anziane. “Io arrivo all`asta in alto solo se mi metto sulle punte“, fa la prova sul tram 15 una signora, che si dichiara alta un metro e cinquantacinque. “E anche così la tocco con due dita soltanto“. Con dieci centimetri in più, si riesce a prendere la sbarra con la mano piena, ma stirandosi fino all`umanamente possibile. “Io sono anche caduta una volta“, racconta Rosa, ultrasessantenne di media altezza. “Non riuscivo ad attaccarmi e quando il manovratore ha curvato sono finita per terra“. “Il problema si pone quando il tram è mezzo pieno“, aggiunge l`amica. “Perché se è vuoto ci si può sedere e se è affollato si rimane schiacciati tra una persona e l`altra: si soffoca, ma almeno si rimane in piedi“. Su altri tipi di Eurotram, come quello della linea 9, le cose vanno leggermente meglio. La sbarra rimane sempre lassù in cima, ma qualche maniglia pende. Per quanto “pendere“ non sia proprio il verbo giusto, visto che scendono di un palmo sotto l`asta orizzontale. “In questi modelli, in effetti, va meglio“, sostengono due amiche alla fermata del tram. “Ma, in compenso, i sedili sono più alti del normale. E io che sono alta un metro e sessanta, se mi siedo, tocco per terra solo con le punte dei piedi“. “Il problema non ci sarebbe se le persone fossero educate“, ci dice un tranviere. “Basterebbe che i giovani si alzassero per far sedere chi ha problemi a stare in piedi; invece è un`usanza sempre meno frequente“. Allora la gente si arrangia come può. “Io mi attacco al braccio di chi mi trovo di fianco“, dice una signora. “E visto che sono vecchia nessuno si rifiuta“. Sempre il manovratore conferma che di cadute in tram ce ne sono. “Abbiamo circa una segnalazione di passeggeri scivolati sui tram ogni venti giorni, ma non abbiamo statistiche sul motivo da cui dipendono le cadute“, aggiungono dal Codacons. “Noi non possiamo far altro che indirizzare queste persone dal nostro avvocato“. L`Atm spiega che “la progettazione dei tram di ultima generazione è stata pensata nei minimi dettagli attraverso studi di ergonomia di livello internazionale“. Eppure, almeno per le maniglie, sembra che più siano vecchi i tram e più siano ben attrezzati. I mezzi più antichi hanno maniglie legate alla barra in alto con lacci molto lunghi, mentre già nei jumbo appendersi diventa difficoltoso. Gli agganci all`asta non sono fissati con le viti, quindi le maniglie si spostano in orizzontale. “Non sa quante volte sono schizzata in avanti mentre il tram frenava“, sorride una signora che viaggia quotidianamente sul 24. “D`altra parte arrivare fino alla sbarra è quasi impossibile“. Qualcuno riesce anche a scherzarci su. “La cosa incomprensibile“, sostiene Mika, un ragazzo di origini scandinave alto quasi due metri. “è che voi italiani non siete proprio quello che si può definire un popolo “alto“. Possibile che nessuno ci abbia pensato?“
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