24 Aprile 2014

Nursind: via i doppioni e priorità al personale

Nursind: via i doppioni e priorità al personale

Quaranta persone saranno accompagnate nel percorso di inserimento lavorativo grazie al protocollo d’ intesa siglato a palazzo Belgrado tra la Provincia di Udine, l’ azienda sanitaria 4 Medio Friuli e l’ ambito distrettuale di Tarcento. L’ accordo rientra nel più ampio progetto dei Piani di zona regionale così come definiti dalla delibera della giunta regionale con cui si approvano le linee guida che definiscono modalità, indirizzi e obiettivi per la redisposizione dei Piani di Zona per il triennio 2013 – 2015. L’ azione di rete vede la presenza nel processo di ricollocamento dei lavoratori di Codacons Udine e l’ azienda Del Fabro arredamenti di Tricesimo. Il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche di Udine, interviene nel dibattito sulla riforma sanitaria auspicando, attraverso le parole del vicesegretario provinciale Stefano Giglio (e componente della direzione nazionale), che tra le priorità figurino la gestione del personale e il taglio dei doppioni. Sarebbe questo infatti, secondo il Nursind, «un buon punto di partenza». «Le decisioni prese da parte degli organi politici regionali sulla nuova legge di riforma sanitaria – osserva Giglio – introducono una serie di cambiamenti attesi da tempo che porteranno ad un nuovo assetto nella sanità regionale, senza ridurre gli standard attuali delle prestazioni». Il Nursind non si oppone a quanto proposto. «Già in passato (riforma Tondo) – ricorda il vicesegretario – avevamo sottolineato che ciò che conta è la volontà di creare un vero cambiamento nella gestione della sanità friulana. Anche dopo il rinnovo ai vertici sanitari regionali, il Nursind continua a ribadire che il cardine della questione passa attraverso la chiusura delle entità doppie o triple. Vedasi le due facoltà di medicina e Chirurgia, i reparti universitari doppi ed i laboratori e servizi che spesso sono poco produttivi, ma molto onerosi. Finalmente, dopo averlo ripetuto in ogni modo, leggiamo nella riforma che la chiusura dei doppioni diventa un obiettivo determinante, anche se all’ ultimo posto della programma». La riforma, secondo il sindacato, passa anche attraverso la rilettura del territorio e delle aziende. «Poco importa la distribuzione degli spazi – prosegue Giglio -, a noi interessano altre problematiche che nessuno ha preso in considerazione e che ricadono ogni giorno nelle nostre organizzazioni. Molti degli attori scesi in campo in questi giorni hanno espresso apprezzamento per la riforma, senza però soffermarsi su aspetti importanti quali la gestione del personale. Per esempio i dipendenti dell’ azienda 5 Bassa Friulana cambieranno datore di lavoro dall’ oggi al domani. Inoltre – sottolinea ancora il vicesegretario – pensiamo al personale del 118 che, con la centrale unica, rischia di perdere buona parte delle competenze, qualora il suo lavoro si riduca al solo aspetto della centrale e non contempli, come oggi, anche le uscite in ambulanza e dunque l’ esperienza sul campo. Negli ultimi vent’ anni gli operatori del 118 hanno contribuito alla nascita e all’ evoluzione del sistema di emergenza-urgenza locale. Ora i vertici regionali prevedono di invitare il personale infermieristico alla mobilità volontaria, ma noi sconsiglieremo tale opzione ovviamente». Infine, Nursind sottolinea che «siamo alla fine di aprile e nessuno si preoccupa del piano ferie». Ricordiamo che ci sono reparti in sofferenza per la carenza di personale infermieristico e di supporto. Vedasi ginecologia, unità coronarica e cardiochirurgia. Al contrario, in molte Unità operative già si prevedono 3 o 4 settimane di ferie estive per la chiusura o per la riduzione di attività. Come sempre ci sarà chi tira la carretta e chi se la gode. Insomma, secondo noi non è una cattiva manovra, ma dovrebbe iniziare dal recupero immediato delle risorse disponibili. Siamo però preoccupati del silenzio di chi si vanta di essere determinante con la politica regionale. Forse non si vogliono alterare gli equilibri strategici che continuano a volere l’ esclusione dai tavoli di discussione degli infermieri, solo perché non hanno paura di dire le cose come stanno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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