9 Luglio 2015

Nuovo stadio del Milan al Portello: residenti tutti contrari. Anzi no

Nuovo stadio del Milan al Portello: residenti tutti contrari. Anzi no

Non solo proteste. Il quartiere intorno al Portello si divide, il giorno dopo la scelta di Fondazione Fiera che ha detto “sì” allo stadio del Milan. Negli ultimi sei mesi, da quando si è chiuso il bando per l’ assegnazione delle aree occupate dai padiglioni 1 e 2, si sono sentite solo le voci contrarie. Che ci sono, anzi si fanno più agguerrite e sono al momento di sicuro prevalenti. Ma c’ è anche un fronte più silenzioso, che non dà giudizi così netti. Possibilista, o persino favorevole. E trasversale. Comprende ragazzini appassionati di calcio e di sport, pensionati per cui il club ha previsto un nuovo centro anziani, negozianti e agenti immobiliari che sperano nella crescita dei valori. shadow carousel Portello, i 4 progetti tra cui scegliere Portello, i 4 progetti tra cui scegliere Portello, i 4 progetti tra cui scegliere Portello, i 4 progetti tra cui scegliere Portello, i 4 progetti tra cui scegliere Portello, i 4 progetti tra cui scegliere Il silenzioso fronte del sì “Di fronte alle novità, i milanesi si spaventano. Ma poi, come è successo in altre zone, saranno contenti – dice ad esempio Massimo Saccani, assicuratore e papà di 4 figli, residente in via Troiano – I timori sono sfumati man mano che il progetto è stato spiegato meglio”. Sottoscrive Luca di Clemente, 42 anni, presidente di un’ associazione che ha come soci 25 commercianti della zona: “Lo stadio e i servizi connessi aiuteranno a dare una personalità forte alla zona, la riqualificheranno grazie ad investimenti massicci. Diventerà un distretto dello sport e ne guadagneremo tutti”, è la sua idea. E ancora Alfredo Sozzi, amministratore di condominio: “Sarà un valore aggiunto, verranno creati centri di aggregazione che al momento mancano”. O Giorgio Rossi, 57 anni e due figli: “Questa zona negli ultimi anni è stata dimenticata. Finalmente l’ attenzione, che attirerà gente e risorse”. È un’ ipotesi, come quella di chi la pensa diversamente. Dopo lo stadio del Milan, arrivano (forse) gli altri: lo stato dell?arte da Firenze a Palermo Prev Next Dopo la Juve, il Milan. E le altre? Il ricorso del Codacons Il Milan stanzierà più di 300 milioni, e non solo per il campo da gioco. Il progetto dello stadio prevede una copertura con pannelli fonoassorbenti che garantirà completa insonorizzazione. Il tetto avrà aree verdi, un liceo sportivo, aree espositive e ricreative, servizi per il quartiere. Su questo si focalizza chi è favorevole. A lato, la protesta però continua, e anzi si fa più accesa. Alcuni cittadini hanno manifestato in questi mesi con il comitato No stadio, altri non si sono ancora mai sentiti. Ieri il Codacons ha presentato un esposto alla Procura e diffidato il sindaco Giuliano Pisapia dall’ accettare la proposta. L’ auspicio dei “No” è che il progetto non riesca ad incassare in Consiglio comunale e in Giunta le necessarie autorizzazioni. Rita Cervi, 61 anni, pensionata, ad esempio. Lei solleva ancora una volta, e con vigore, il problema della sicurezza. “È uno schiaffo alla qualità della nostra vita – dice – L’ area dove sorgerà lo stadio è come il cortile di un condominio, con le case a 20 metri. La stazione della metropolitana è sottodimensionata, non ha i tornelli. Ci saranno problemi seri di ordine pubblico”. Il club rossonero, dal lato suo, ha rassicurato: prevede solo 2000 tifosi ospiti, e li farà defluire attraverso il tunnel di via Gattamelata, ora inutilizzato; dividerà il flusso pedonale da quello delle auto, con un sottopassaggio o una sopraelevata in viale Teodorico. Ma le proteste vanno anche in altre direzioni. C’ è chi dice che lo stadio snaturerà la zona. Come Elisa Neri, 57 anni, titolare di un centro estetico: “È un’ area tranquilla. Col parco, quattro scuole, le famiglie. Vivibile. Lo sarà molto meno”. E Nicola Galbarini, 57 anni, consulente: “È una follia distruggere il padiglione di Bellini. Ci sono tanti impianti sportivi in zona: il XXV aprile Kennedy, il Vigorelli, lo stadio di pallacanestro… C’ era bisogno di questo?”.

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