13 Giugno 2013

Nuovo sciopero dei trasporti un venerdì a rischio caos

Nuovo sciopero dei trasporti un venerdì a rischio caos

Domani lo stop di metro, treni e autobus per 24 ore MOBILITÀ È scritto nero su bianco da oltre sessant’ anni: la Costituzione italiana riconosce il diritto allo sciopero. E loro, i dipendenti del trasporto pubblico locale, continuano a usarlo, perché «È l’ unica arma che ancora abbiamo per cercare di cambiare le cose», dice Walter Sforzini, responsabile dell’ Unione sindacale di Base per la provincia di Roma all’ interno di Atac. Così, domani i dipendenti, iscritti al sindacato dell’ Usb, tornano a incrociare le braccia, per ventiquattr’ ore, aderendo allo sciopero nazionale che, per l’ ennesima volta, bloccherà i mezzi pubblici anche a Roma. «Ci rendiamo conto ? prosegue Sforzini ? dei problemi che da mesi stiamo arrecando ai pendolari della capitale, ma lo facciamo anche per loro, perché le condizioni in cui versa il trasporto pubblico locale, sono vergognose». FASCE PROTETTE Salvo le fasce protette ? fino alle 8.30 e dalle 17.00 alle 20.00 in cui saranno garantite le corse ? per il resto della giornata, si fermeranno autobus, tram, filobus, metropolitanee oltre alle linee ferroviarie Roma-Lido, Roma-Viterbo e Termini-Giardinetti. Su quest’ ultima tratta aderiranno allo sciopero anche i lavoratori iscritti al sindacato dell’ Orsa trasporti. Da questa notte, poi, a rischio anche le corse delle linee di autobus da N1 a N27, che collegano gran parte della periferia romana. Venerdì, inoltre, potranno non essere garantiti i servizi dello sportello permessi ? da quelli di sosta ai pass per la zona a traffico limitato, nonché quelli per disabili e taxi ? di piazzale degli Archivi all’ Eur. Sospesi anche i call center, possibile adesione allo sciopero anche dai dipendenti del numero d’ infomobilità (0675003) e del numero verde per i portatori di handicap (800154451). Alla base dell’ ennesimo sciopero, ancora una volta, c’ è il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro, fermo al 2007. 2011 Anno in cui sono scaduti gli estintori interni ai mezzi «Il 26 aprile scorso le maggiori sigle sindacali ? spiega Sforzini ? hanno sottoscritto un verbale d’ intesa completamente inadeguato perché prevede 200 ore di straordinario esigibile per i dipendenti, che già coprono orari di lavoro esorbitanti e molti di loro hanno accumulato più di 60 giorni di ferie inutilizzati». In più, a valle della rimodulazione, da parte del governo, dei finanziamenti per il settore, sono a rischio molte linee che servono la capitale. «Il piano industriale varato da Atac prevede la soppressione graduale di linee poco remunerative e sulla via Cassia, tanto per fare un esempio, la tratta che collega piazza Mancini all’ Olgiata, se fino a qualche tempo fa godeva dai 14 ai 16 mezzi, ora può contare solo su sei bus». VOLANTINI Da ieri i dipendenti del Tpl interni all’ Usb stanno battendo i principali capolinea di bus e metro, armati di volantini, per spiegare i motivi dello sciopero. «Il nostro slogan ? prosegue ancora Sforzini ? è: il debito di Atac, pari a un miliardo e 600 milioni di euro circa, non può essere pagato dai dipendenti né dai cittadini, se poi continuano a germogliare nomine dirigenziali completamente inutili e costosissime, mentre gli estintori interni ai mezzi sono scaduti dal 2011». Intanto il Codacons, dopo l’ ultimo sciopero del 3 giugno, ha presentato un esposto alla Procura di Roma. «A Roma non c’ è più pace, lo Stato deve garantire il mantenimento dei pubblici servizi». Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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