13 Luglio 2019

Nuovo ribaltone: i presidi del concorso verso l’ assunzione

il consiglio di stato accoglie il ricorso del miur. «superare le reggenze». il codacons: non ci fermiamo
ROMA Potrebbero essere assunti il primo settembre 2.117 nuovi presidi: copriranno tutti i posti vacanti, facendo crollare le reggenze (i dirigenti che devono gestire più sedi contemporaneamente) a 350. È questo l’ effetto immediato della decisione presa ieri dal Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso del ministero dell’ Istruzione e sospeso, in attesa del merito, l’ annullamento del concorso deciso la scorsa settimana dal Tar del Lazio. E quindi ha automaticamente autorizzato l’ assunzione dei nuovi presidi. «Deve ritenersi preminente l’ interesse pubblico alla tempestiva conclusione della procedura concorsuale, anche tenuto conto della tempistica prevista per l’ immissione in ruolo dei vincitori e l’ affidamento di incarichi di dirigenza scolastica dall’ 1 settembre 2019» scrivono i magistrati. «La scuola italiana non può aspettare – dice soddisfatto il ministro dell’ Istruzione Marco Bussetti -. «C’ è bisogno di superare il fenomeno dannoso delle reggenze». Resteranno in vigore quelle fisiologiche, nei casi in cui l’ istituto abbia meno di 600 alunni o quando il preside sia impegnato in incarichi al Miur o nei sindacati. Ma com’ è possibile che il concorso, giunto alle fasi finali (ieri gli ultimi orali), abbia rischiato di saltare? La vicenda nasce mesi fa, quando al Tar arrivano segnalazioni su presunte irregolarità nelle prove. Delle undici contestazioni contenute nel ricorso esaminato, una sola era parsa dirimente ai giudici: l’ incompatibilità e il conflitto di interessi di tre commissari che hanno contribuito a preparare e approvare i criteri di valutazione e i punteggi. Si tratta di Elisabetta Davoli e Francesca Busceti, che avrebbero svolto corsi di preparazione nei mesi scorsi per gli aspiranti presidi, e Angelo Francesco Marcucci, sindaco in Campania, carica incompatibile con la presenza in commissioni per concorsi pubblici. Per questo il Tar aveva annullato tutto. Con il rischio di causare «il collasso del sistema scolastico», come spiega Antonello Giannelli, presidente dell’ Associazione nazionale presidi. «Il numero di scuole prive di preside titolare, già altissimo durante quest’ anno scolastico (1.700 circa su 8mila), sarebbe diventato insopportabile». Situazione ben nota al Miur, che ha presentato il ricorso accolto ieri dal Consiglio di Stato. «Ovviamente questo non pregiudica la possibilità per chi abbia subito ingiustizie durante le prove di far valere i propri diritti. Quello che ritengo inaccettabile è l’ azzeramento del concorso se non si dimostra che è stato compromesso da una vera e propria organizzazione criminale», dice Giannelli, che a nome dell’ associazione ha avviato un’ azione legale per evitare l’ annullamento del concorso nell’ udienza di merito del 17 ottobre. Ma il Codacons incalza: «La partita non è chiusa». I posti messi a bando sono 2.900: entro tre anni saranno assunti tutti.
valentina santarpia

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