2 Agosto 2019

Nuovo Pronto Soccorso Addio alle lunghe attese

sanità. via libera alle linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero per evitare ricoveri inappropriati e per aumentare la sicurezza delle dimissioni. entrerà a regime entro 18 mesi
BRUXELLES. Estate, tempo di vacanze, ma non per tutti. Specialmente in Italia dove, rileva Eurostat, più del 40% della popolazione non può permettersi nemmeno una settimana di villeggiatura all’ anno. Il problema non è dei single, che mediamente hanno mezzi e risorse per partire, bensì delle famiglie, soprattutto quelle con uno o più figli a carico. Guardando ai dati del 2018, l’ ufficio europeo di statistica ha sostanzialmente fatto i conti in tasca ai cittadini di ogni Stato membro, per capire se avessero le possibilità economiche di fare un viaggio di piacere di una settimana. In Italia si è registrato uno dei dati peggiori: il 43,7% degli italiani non può permetterselo. È una percentuale piuttosto alta, se si guarda alla media Ue che si ferma solo al 28,3%. manuela correra roma. Codici numerici, da 1 a 5, ai quali le regioni potranno abbinare codici colore, e tempi «certi» con un’ attesa massima prevista di 8 ore. Cambiano le regole al Pronto soccorso, con tre obiettivi prioritari: evitare i ricoveri inappropriati, ridurre i tempi di attesa e aumentare la sicurezza delle dimissioni. Sono le principali novità contenute nelle «Linee di indirizzo nazionali sul Triage Intraospedaliero, sull’ Osservazione Breve Intensiva e lo sviluppo del Piano di gestione del sovraffollamento», messe a punto al ministero della Salute, che hanno ottenuto ieri il via libera della Conferenza Stato-Regioni.Nel nuovo sistema dunque, che dovrebbe entrare a regime entro 18 mesi, la selezione per gravità dei casi si baserà su cinque numeri e colori: 1 rosso, per l’ Emergenza, intervento immediato; 2 arancione, per Urgenza, entro 15 minuti; 3 azzurro, per Urgenza differibile, intervento entro 60 minuti; 4 verde, per Urgenza minore, intervento entro 120 minuti; 5 bianco, per Non urgenza, con intervento entro 240 minuti. Altra novità è la creazione di un’ area cosiddetta «see and treat»: qui infermieri in possesso di una «formazione specifica» applicheranno protocolli standard per curare le urgenze minori, con l’ obiettivo di ridurre ulteriormente il sovraffollamento nei Pronto soccorso. Prevista pure un’ Area di osservazione breve e intensiva (Obi), per terapie a breve termine e la possibilità di approfondimenti diagnostici. In questo caso, l’ obiettivo è ridurre i ricoveri inappropriati e aumentare la sicurezza delle dimissioni dal Pronto soccorso. «Sono molto contenta perché abbiamo portato a casa una serie di provvedimenti importantissimi. Dalle classificazioni d’ urgenza nei pronto soccorso a tutta una serie di elementi per ridurre il sovraffollamento, come tempi certi di visita. Abbiamo portato a casa anche la ripartizione del fondo dei 400 milioni di euro per la riduzione dei tempi delle lista d’ attesa e la digitalizzazione delle prenotazioni», ha commentato il ministro della Salute, Giulia Grillo, al termine della conferenza Stato-Regioni. Anche per Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con l’ accordo di ieri «si realizza un cambiamento importante. Qualcuno ha parlato di rivoluzione, ma credo si tratti semplicemente di una evoluzione basata su positive esperienze che si sono concretizzate in alcune Regioni». Il nuovo sistema, inoltre, «allinea l’ Italia agli standard della maggior parte degli altri Paesi», rileva Sergio Venturi, coordinatore vicario della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni.Ma il nuovo sistema è accolto con non poche perplessità da Francesco Rocco Pugliese, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu): «Non credo che ci sarà una riduzione dei tempi di attesa – afferma all’ ANSA – perché il vero problema è che nei Pronto soccorso italiani mancano all’ appello 2.000 medici ed è il medico che deve visitare i pazienti». Altro problema centrale, evidenzia, «è che nei reparti ospedalieri mancano i posti letto, a causa dei tagli degli ultimi anni». Critico anche il Codacons, per cui «i nuovi codici sono una presa in giro per gli utenti e di sicuro non risolveranno i problemi».

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