«Nuovo processo? Costi aumentati del 15%»
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fonte:
- Gazzetta di Modena
«Negata giustizia per i cittadini, il ricorso ai magistrati diventa un privilegio per chi ha più soldi». È questa l’ accusa formulata dal responsabile Codacons, Fabio Galli, che non tace la sua indignazione di fronte all’ esplosione dei costi fissi per poter presentare un ricorso al giudice. Anche quelli minimi, più economici, per le multe dei vigili urbani costano solo di spese giudiziarie molto di più della sanzione minima da 36 euro. «La Gazzetta Ufficiale del 24 giugno – dice – pubblica le nuove somme che devono pagare i cittadini attraverso il cosiddetto contributo unificato, una sorta di ticket versato allo Stato quando si ricorre alle decisioni dei magistrati. Il contributo unificato (una sorta di marca da bollo) va incollato sugli atti e, a seconda del valore della causa o del rito che si intende adire (Giudice di Pace, Tribunale ecc.) si paga una somma predeterminata per legge. Fino a qualche giorno fa, ad esempio, per un ricorso al Giudice di Pace per una contravvenzione al Codice della Strada, si pagavano 37 euro di contributo unificato. Questo si poteva desumerlo leggendo l’ art. 13, comma 1, alla lettera a) dove la somma indicata era appunto “euro 37”. Con il nuovo “sistema Renzi” il decreto dice testualmente «Le parole “euro 37” sono sostituite dalle seguenti: “euro 47″». E così via per tutte le altre voci, comprese quelle da migliaia di euro. Non si parla di un aumento di una certa percentuale, ma della sostituzione di parole. In buona sostanza da qualche giorno i cittadini che chiedono giustizia sono costretti a pagare, solo perchè qualcuno prenda in considerazione le loro richieste, il 15% in più. Di questo aumento risentono, come detto, anche i ricorsi al Giudice di Pace da parte di chi ritiene di essere stato multato ingiustamente. Chi prende una multa ha il 15% di ragioni in meno per fare ricorso perché da oggi la sanzione prevista per molte multe è inferiore al costo del contributo unificato. Questo accade anche per le soste a pagamento. E pensare che l’ art. 24 della Costituzione recita testualmente: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”. Oggi potremmo aggiungere: solo se conviene e se si può pagare».
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