Nuovo paniere per l`Istat
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Nuovo paniere per l`Istat
Accordo sulla revisione tra i consumatori e l`Istituto
Rc auto, Marzano: niente decreto, ddl entro ottobre
ROMA Il paniere si può «toccare», non è più un tabù. Ad una condizione: che i cambiamenti avvengano su basi scientificamente corrette.
A dare il là alla valutazione di un possibile cambiamento, pressato dalle associazioni dei consumatori, è stato lo stesso ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano. E l`apertura, raccolta dallo stesso presidente dell`Istat Luigi Biggeri, è stata confermata ieri: «il paniere lo modificheremo a dicembre». Le associazioni dei consumatori hanno però avanzato le loro richieste: disponibilità alla revisione del paniere e ad effettuare analisi sull`impatto dei prezzi per fasce di reddito; costituzione di un tavolo tecnico, già dalla prossima settimana, in cui valutare le proposte dei consumatori; disponibilità di avere visione della documentazione sulle metodologie di rilevazione dei prezzi in mano ai Comuni. D`accordo l`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) e la Coalizione dei Consumatori (Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori Acli, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori), insieme a Altroconsumo, organizzazione non allineata.
Nel frattempo sono fioccate le adesioni allo sciopero dei consumi proclamato per il 12 settembre: oltre alla Uil pensionati, che ha aderito all`iniziativa, c`è la partecipazione dell`Ulivo, che ne ha dato notizia dopo l`incontro con l`Intesa Consumatori al quale hanno partecipato Livia Turco, Enrico Letta, Grazia Francescato, Mauro Agostini, Gerardo Labellarte e Jean Claude Saroufim. L`Ulivo, si legge nella nota, esprime un «giudizio negativo sui provvedimenti che il governo intenderebbe assumere per il controllo dei prezzi» e ha deciso di dare vita a un tavolo di consultazione Ulivo-Consumatori che «ha come principali scadenze l`esame della Finanziaria e la riforma delle Rc Auto».
Per quanto riguarda il paniere Istat, il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti sottolinea che «la polemica c`è sempre, perchè è inammissibile che, per esempio, l`Rc auto pesi per lo 0,54% quando per una famiglia dal reddito di 1.000 euro al mese incide per circa l`8%». Valuteremo se alle parole seguiranno i fatti». Sulle stesse posizioni Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori e Giustino Trincia, presidente di Cittadinanzattiva, associazione della Coalizione.
Al di fuori dei due principali schieramenti di consumatori, si fa sentire anche l`Associazione Consumatori Utenti (Acu), con la proposta di 2 nuovi indici: il primo relativo alla fascia sociale della povertà (reddito mensile pro-capite fino a 1.000 euro); il secondo relativo alla fascia medio-bassa, cioè di 2.500 euro mensili.
Nel frattempo il governo ha messo a punto dieci mosse per cambiare la vita (e il portafoglio) agli automobilisti italiani, rinunciando al decreto legge per frenare la corsa delle tariffe Rc auto e insistendo con alcune modifiche nel provvedimento parlamentare, che se tutto andrà bene entrerà in vigore tra fine settembre e l`inizio di ottobre. Ad annunciarlo è stato il ministro Marzano. Il pacchetto di proposte contiene tre novità portanti rispetto al testo originario: prevede una delega al governo per una riforma organica del danno biologico (estesa però a tutti gli illeciti civili e non solo alle 4 ruote); fissa il limite (20%) alla discrezionalità dei giudici in materia di danno biologico, estendendolo però all`intera fascia di invalidità (9 punti) e non più solo ad una parte di essa (5 punti); introduce l`obbligo di fatturazione per le riparazioni, evitando così che una stessa macchina possa essere riparata più volte.
Nel «pacchetto» di riforma viene confermato l`obbligo per le compagnie di dotarsi di un sito Internet, con la pubblicazione delle tariffe, eliminando di fatto i profili tariffari finora in vigore. In buona sostanza, ogni compagnia non potrà presentare al cliente un profilo tariffario diverso da quello determinato «on line».
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