Nuovo ipermercato Gs, oggi si decide
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fonte:
- La Provincia Pavese
Conferenza dei servizi con Comuni e Provincia La società chiede un`area di 11 mila metri quadrati
Un secondo incontro al tavolo della Regione si terrà il 14 febbraio
PAVIA. Una conferenza dei servizi in programma oggi alle 10 e una il 14 febbraio prossimi, entrambe in Regione, ed entrambe per l`esame della richiesta di apertura di una grande struttura di vendita presentata da Gs Spa a Pavia. Si ripresenta così l`annosa questione del nuovo ipermercato da aprire sulla Vigentina. Fanno da contorno due posizioni distinte: quella dell`Ascom, prudente e improntata alla valutazione; quella di Confesercenti che invece prosegue nella battaglia contro il nuovo centro commerciale, che – sostiene – “cancellerebbe 150 negozi“. Alla conferenza dei servizi sono invitati interlocutori diversi, oltre a Comune, Provincia di Pavia e Gs, i sindaci dei Comuni di Torre D`Isola, Marcignago, Borgarello, Certosa di Pavia, San Genesio e Uniti, Sant`Alessio Con Vialone, Cura Carpignano, Valle Salimbene, Travacò Siccomario, San Martino Siccomario, Carbonara Al Ticino, i responsabili pavesi di Associazione commercianti, Confesercenti, Federconsumatori, Adiconsum, Codacons e Faid Federdistribuzione. Si tratta di verificare, stando a quanto risulta, se la domanda può essere formalmente presentata. E tutto si gioca sui numeri, o meglio sui metri quadrati. Il primo progetto presentato il 2 febbraio 2005 dal Gs, progetto che non ha ottenuto la conformità urbanistica da parte del Comune, prevedeva una richiesta di 11.200 metri quadrati. Oggi in Conferenza dei servizi ne comparirà uno “reiterato“, in pratica sempre sugli 11 mila metri: 3.200 di superficie alimentare e 7.900 (due strutture di media distribuzione) di non alimentare. Nel contempo la stessa società avrebbe firmato un secondo progetto, per così dire ridimensionato rispetto al primo, perchè di metri quadrati nel conta 8 mila. Progetto che così avrebbe più possibilità di scamparla. Un contesto che se sta per convincere alcuni interlocutori, non sembra far presa su altri. L`assessore provinciale al Commercio Romano Gandini, proprio nelle scorse settimane si è pronunciato sull`argomento. Partendo dalla premessa che il Programma triennale del commercio prevedeva tra gli obiettivi di sviluppo della grande distribuzione per la provincia di Pavia un totale di 7.454 metri quadrati destinati in parte alla vendita di alimentari e per il resto di extralimentari. Gandini aveva sottolineato: “Per la precisione il piano prevede 2.169 metri quadrati di superficie di vendita per alimentari e 5.285 per il resto, superficie che può essere aumentata del 50%. Nel frattempo abbiamo assegnato 3 mila metri quadrati di non alimentari alla “Coop“ di Vigevano“. Sarà la Regione a decidere. Ma già da ora il Comune, attraverso l`assessore Angelo Zucchi assume una posizione possibilista. “Domani (oggi per chi legge ndr) parte l`iter della Conferenza dei servizi che risponde alla domanda di realizzare un centro commerciale nell`area ex “Fiat“ – sottolinea Zucchi – Adesso c`è una conformità urbanistica e quindi si può procedere. Anche dal punto di vista commerciale, visto che c`è una compatibilità urbanistica, la domanda può essere analizzata. La Regione dirà se ci sono e quante sono le superfici disponibili“. “Questa operazione naturalmente parte a seguito della chiusura degli attuali due supermercati Gs, ossia la Torretta sulla Vigentina e quello in via Matteotti, la cui comma delle superfici è di 2400 metri quadrati – conclude Zucchi – L`operazione ha il merito di recuperare un`area dismessa, che è una delle condizioni dettate dalla Regione per affrontare operazioni di questa natura. Un`area che che il Prg ha individuato come commerciale. La chiusura di due esercizi è un impegno sottoscritto, come del resto quello di dare lavoro“. Secondo i promotori del progetto “la ricaduta occupazionale è positiva, in quanto il saldo occupazionale prevede nuovi occupati per 247 addetti“, inoltre “l`impatto sulla rete di vicinato e delle medie strutture nel bacino gravitazionale considerato prevede la chiusura di un numero di esercizi pari allo 0,1 per cento, di gran lunga inferiore al parametro di incidenza del 10 per cento; infine “sussistono in atto accordi di filiera per la valorizzazione delle produzioni locali“.
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