10 Giugno 2005

Nuovo intervento del cardinal Ruini: l`astensione serve a difendere la vita umana

Nuovo intervento del cardinal Ruini: l`astensione serve a difendere la vita umana




ROMA ? «Astenetevi, serve a difendere la vita umana». Il cardinale Camillo Ruini
(nella foto piccola in alto) sembra quasi voler chiudere la campagna contro il referendum sulla fecondazione assistita con un ultimo, autorevole appello. Mentre «fuori» infuriano le polemiche sull`invio di un sms da parte del governo per ricordare l`appuntamento elettorale, chiesto dai referendari ma ancora non deciso dal ministero dell`Interno, il capo dei vescovi italiani, dalla basilica di San Giovanni in Laterano, nel discorso conclusivo al convegno sulla famiglia, scende di nuovo in campo. «Non siamo noi ad aver voluto il referendum ? avverte ? non siamo e non saremo noi ad esacerbare i contrasti e le contrapposizioni; non vogliamo forzare le coscienze ma soltanto illuminarle». Ruini ripercorre per sommi capi la missione spettante ai cattolici in una società fortemente secolarizzata e relativista («ci sono forze che tendono ad allontanarci dalla fede e dalla vita cristiana»); alla fine, si concentra sul 12 giugno. «Questa sera sento il bisogno di ringraziare ciascuno di voi per quel che state facendo in rapporto al referendum e alla scelta consapevole del non voto». I cattolici ? insiste ? non sono contro nessuno, lavorano per qualcuno: per la vita umana nascente e per i figli che hanno diritto a conoscere i propri genitori, ma anche per le donne e gli uomini di oggi e di domani, che devono sempre essere considerati e trattati come persone e non come prodotto di laboratorio o oggetto di sperimentazione». Ma quanto conterà l`influenza di Ruini e della Chiesa sul voto? Una prima risposta arriva dai ricercatori del Cattaneo di Bologna sull`effetto del «fattore C». Secondo i dati dell`Istituto, l`astensione potrebbe aggirarsi intorno al 43%, ma la partecipazione al voto potrebbe scendere dal teorico 57% al 34% se sarà appunto ascoltato l`appello di Ruini. E` infatti proprio questa quota del 34% la misura per comprendere quanto avranno influito i vescovi. Una partecipazione inferiore «starebbe a significare che all`astensionismo hanno contribuito fattori ulteriori, tra cui: l`efficacia dell`appello della Chiesa anche tra i non cattolici, l`invito a non votare rivolto da attori non religiosi, la convinzione che il quorum non sarebbe comunque stato raggiunto, i richiami alla «libertà di coscienza», l`incapacità a decidere dinanzi alla complessità dei quesiti e l`incomprensione del dibattito». Al contrario, «una partecipazione superiore al 34% starebbe a significare che una quota di cattolici osservanti non ha seguito le indicazioni della Chiesa, che gli appelli per il «Sì» hanno avuto qualche efficacia tra elettori tendenzialmente restii ad attivarsi, che l`oggetto del quesito referendario è stato tale da mobilitare fasce di elettorato che non sarebbero andate a votare per un referendum normale». Veniamo, dunque, alla sfida per il quorum combattuta all`ultimo sms. E` rovente la polemica intorno all`opportunità di inviare, come già accaduto nelle Europee 2004, un sms per ricordare date e modalità del voto. In questo caso, come ha spiegato il ministro Giovanardi, in una consultazione dove «il non voto è una delle opzioni legittimamente esercitabili» il governo non dovrebbe intervenire, ma il Comitato nazionale per il «Sì» (da Fassino a Capezzone) è di avviso diverso. Tanto che ieri ha inviato una diffida al ministro dell`Interno affinché «sia data piena attuazione alle legge numero 150 del 7 giugno 2000 utilizzata già in passato per inviare gli sms in occasione di appuntamenti elettorali». Per il momento nessuna risposta. Anche se proprio oggi, secondo il Codacons, al Tribunale civile di Roma dovrà presentarsi il ministro Pisanu per rispondere sul perché non ha deciso di inviare sms per il 12 giugno a differenza di quanto fatto per le europee.

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