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10 Ottobre 2008

Nuovo crollo a Wall Street, affondano le Borse Ue Il Dow Jones a picco: -7,3%

Milano prima recupera il 3% ma poi chiude in frenata a -1,63%

  Il rimbalzo dei mercati del Vecchio Continente dura fino alla chiusura prima di sprofondare sull’onda dei timori provenienti da oltre oceano NEW YORK Nuova giornata nera a Wall Street, la settima di seguito, dove il Dow Jones ha fatto registrare un’ennesimo crollo. In chiusura di contrattazioni il listino delle blue-chip ha perso, secondo i dati provvisori disponibili subito dopo la campanella di chiusura delle contrattazioni, 599 punti pari al 6,48% scendendo per la prima volta dall’agosto del 2003 sotto quota 9.000 punti. Dopo gli assestamenti che seguono la chiusura, Wall Street ha accelerato ancora le perdite, assestandosi a 8.579,19 punti cedendo il 7,33%. Il Nasdaq arretra dello 5,47% a 1.645,12 punti. Il rimbalzo è stato solo un’illusione. In Europa è fallito nel finale. La giornata non era cominciata male per le Borse europee, aiutate da timidi acquisti dopo giorni di vendite copiose. Gli indici sono arrivati a guadagnare quasi il 3% prima di sprofondare un’altra volta, travolti dalla debolezza di Wall Street. Eppure timidi segnali di speranza cominciano a vedersi, con molti operatori che hanno aperto posizioni al rialzo. Poi saranno i prossimi giorni (o settimane) a dire se il peggio è alle spalle. La seduta è stata frenetica, a Milano come a Londra. Nel finale le vendite hanno colpito soprattutto i titoli energetici e quelli del settore auto, mentre le banche sono andate in ordine sparso. Gli indici. Milano cede l’1,63%, Francoforte il 2,53%, Parigi l’1,55%, Londra l’1,21% e Zurigo il 4,52%. A condizionare la Borsa Usa, in particolare, ci sono stati cali di Sallie Mae, leader dei prestiti studenteschi (-49%), di Morgan Stanley (-25%) e del gruppo assicurativo Prudential Financial (-26%). I pessimi dati sulle vendite in Europa del colosso automobilistico General Motors hanno portato il titolo, quotato a New York, a perdere il 12%, ma nel corso della seduta GM ha toccato anche il livello di 5,41 dollari, il più basso dal 1950. Il colosso di Detroit fatica a vendere automobili anche negli Usa e ieri i vertici hanno ammesso di essere di fronte «a difficoltà economiche senza precedenti». Questo ha portato a vendite anche sulla concorrente Ford mentre a Milano Fiat è rimasta sotto i 7 euro, nonostante la conferma degli obiettivi 2008 (ma si teme per i target 2009 che saranno annunciati il 23 ottobre). Soffrono tutti i titoli europei dell’energia perchè il calo del petrolio (ieri a 86,96 dollari al barile, in ribasso del 2,18% rispetto a mercoledë) potrebbe portare a un calo delle bollette e quindi degli utili. Inoltre si teme l’introduzione della Robin tax anche in Francia e Germania. Enel, sospesa una volta per eccesso di ribasso, ha terminato la seduta in calo dell’8,3% a 5 euro. Male Eni (-2,6% a 14,87 euro) e Saipem. Giù anche Terna, A2A ed Edison. Unicredit rimbalza del 9,20% a 2,71 euro dopo che nelle ultime quattro sedute ha ceduto il 21%. E stavolta la furia dei venditori si accanisce su IntesaSanpaolo e Popolare di Milano, cadute rispettivamente del 7,58% e dell’8,85%. In particolare si dice che Romain Zaleski abbia alleggerito e proprie quote, ma il finanziere franco-bresciano ieri sera ha smentito la vendite di azioni. Dalla Germania, poi, arrivano le parole di Angela Merkel, che non esclude «eventuali nazionalizzazioni delle banche» e questo, almeno, tranquillizza gli investitori. Per tornare in Piazza Affari, altro calo di Telecom a 0,82 euro (-2,36%).  A Roma, invece, il Codacons propone al governo di acquistare i mutui delle banche. «Sarebbe un modo per aiutare subito le banche e 530 mila famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate a tasso variabile».

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