15 Luglio 2021

Nuovo colpo a Buenos Aires «così uccidono gli affari»

Che  pasticciaccio  brutto  la  ciclabile  di  corso  Buenos  Aires!  Certo,  non  lo  scopriamo  certo  ora,  ma  contorni  che  man  mano  assume  la  folle  rivoluzione  green  targata  Pd  lasciano  sempre  più  increduli.  Il  carico  scarico  merci,  per  esempio,  fondamentale  nella  principale  via  dello  shopping  della  città,  è  qualcosa  che  non  può  essere  trattato  con  tale  sufficienza.  Eppure  ad  agosto,  da  piazza  Oberdan  fino  all’incrocio  con  viale  Regina  Giovanna  viale  Tunisia,  non  solo  spariranno  parcheggi  per  lasciar  spazio  alle  bici,  ma  gli  stalli  dedicati  corrieri  fornitori  verranno  spostati  nelle  vie  limitrofe.  Questo  cosa  significa?  Che  chi  deve  consegnare  la  merce  dovrà  farsi  bei  pezzi  di  strada  piedi  per  raggiungere  negozi,  senza  poter  lasciare  gli  sportelli  dei  furgoni  aperti  così  come  da  prassi  per  fare  alla  svelta.  Sai  mai  che  nel  tragitto  ti  fregano  prodotti…  NELLO  SMOG  «Ci  sono  vie  in  cui  è  bene  realizzare  delle  piste  ciclabili  altre  assolutamente  no,  come  nel  caso  di  corso  Buenos  Aires.  Qui  non  serve  nemmeno  ai  ciclisti  pedalare  in  mezzo  allo  smog.  Dall’amministrazione  non  ci  aspettavamo  un  metodo  simile,  ovvero  una  totale  mancanza  di  ascolto  di  commercianti  cittadini»,  spiega  Gabriel  Meghnagi,  presidente  dell’associazione  di  categoria  Ascobaires,  presidente  della  Rete  associativa  vie  di  Confcommercio  Milano  componente  della  cabina  regia  del  Duc  Distretto  del  Commercio  Baires.  Già,i  cittadini.  Perché  il  corso  non  è  popolato  solo  da  negozi,  bar,  ristoranti  uffici.Ci  sono  anche  abitazioni  ovviamente  residenti  che  breve  non  solo  non  troveranno  più  parcheggio  ma  verranno  privati  anche  della  possibilità  di  scaricare  la  spesa  bagagli  sotto  casa.  Del  resto,  si  sa,  la  nuova  pista  che  dai  Bastioni  punta  verso  Loreto  viale  Monza,  è  una  vera  propria  coltellata  alle  spalle  dei  negozianti,  specie  in  un  momento  delicato  come  questo,  dove  si  tenta  una  difficile  ripartenza.  Un  recente  sondaggio  di  Confcommercio  ha  fotografato  numeri  eloquenti:  per  il  55%  dei  commercianti  la  nuova  infrastruttura  ha  già  inciso  negativamente  sul  fatturato  dell’attività  per  il  67%  delle  aziende  conseguenze  negative  ci  sono  state  anche  proprio  nel  carico  scarico  merci.  Ma  c’è  di  più  proposito  di  quest’ultimo  dato:  la  maggior  parte  di  chi  non  ha  segnalato  problemi  dispone  comunque  di  uno  spazio  di  un  cortile  interno,  oppure  non  ha  proprio  necessità  di  un’area  dedicata.  Più  in  generale,  il  92  % delle  attività  commerciali  dell’asse  interessato  ha  ammesso  che  la  ciclabile  ha  avuto  un  impatto  negativo  sulla  mobilità.  BARRICATE  Anche  l’associazione  mista  di  esercenti  cittadini  Vivi  Viale  Monza  si  era  subito  alzata  in  piedi  sulle  barricate.  Spiegando  che  la  riduzione  dei  posteggi,  premessa  per  la  realizzazione  della  corsia  delle  bici,  sta  creando  difficoltà  economiche  non  indifferenti.  Non  solo:  perché  anche  da  queste  parti,  nel  tratto  di  prosecuzione  della  ciclabile  di  Baires,  gli di  carico  scarico  vengono  occupati  da  auto  in  sosta  che  non  trovano  parcheggio,  quindi  aumentano  tempi  di  consegna  e  i  costi,  oltre  al  rischio  sicurezza.  Persino  il  Codacons,  un  paio  di  settimane  fa,  si  è  pronunciato  contro  la  creatura  del  sindaco  Sala  e  dell’assessore  col  vizio  delle  ciclabili,  Granelli,  chiedendo  alla  Procura  di  sequestrare  il  tratto  di  pista  ciclabile  al  fine  di  impedire  ulteriori  gravissime  conseguenze  per  i  cittadini.  Tantissime  le  tematiche  già  inserite  in  un  precedente  esposto  alla  procura:  ingorghi,  traffico,  incremento  delle  emissioni  inquinanti,  rallentamenti,  ostacoli  per  i  mezzi  di  soccorso,  tratti  pericolosi  per  i  ciclisti  e  i  monopattini.  Alla  fine,  se  l’obiettivo  era  quello  di  migliorare  la  qualità  dell’aria  milanese  l’effetto  è  stato  opposto  a  quello  desiderato.  «Come  si  fa,a  soli  due  mesi  dalle  elezioni,  togliere  parcheggi  e  stalli  di  carico  scarico  merci?  Se  l’attuale  giunta  non  dovesse  essere  riconfermata  cosa  succederà?  Come  si  farà  a  tornare  indietro?»,  chiude  Meghnagi.

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