Nuovo colpo a Buenos Aires «così uccidono gli affari»
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fonte:
- Libero
Che pasticciaccio brutto la ciclabile di corso Buenos Aires! Certo, non lo scopriamo certo ora, ma i contorni che man mano assume la folle rivoluzione green targata Pd lasciano sempre più increduli. Il carico scarico merci, per esempio, fondamentale nella principale via dello shopping della città, è qualcosa che non può essere trattato con tale sufficienza. Eppure ad agosto, da piazza Oberdan fino all’incrocio con viale Regina Giovanna e viale Tunisia, non solo spariranno i parcheggi per lasciar spazio alle bici, ma gli stalli dedicati a corrieri e fornitori verranno spostati nelle vie limitrofe. Questo cosa significa? Che chi deve consegnare la merce dovrà farsi bei pezzi di strada a piedi per raggiungere i negozi, senza poter lasciare gli sportelli dei furgoni aperti così come da prassi per fare alla svelta. Sai mai che nel tragitto ti fregano i prodotti… NELLO SMOG «Ci sono vie in cui è bene realizzare delle piste ciclabili e altre assolutamente no, come nel caso di corso Buenos Aires. Qui non serve nemmeno ai ciclisti pedalare in mezzo allo smog. Dall’amministrazione non ci aspettavamo un metodo simile, ovvero una totale mancanza di ascolto di commercianti e cittadini», spiega Gabriel Meghnagi, presidente dell’associazione di categoria Ascobaires, presidente della Rete associativa vie di Confcommercio Milano e componente della cabina regia del Duc Distretto del Commercio Baires. Già,i cittadini. Perché il corso non è popolato solo da negozi, bar, ristoranti e uffici.Ci sono anche abitazioni e ovviamente residenti che a breve non solo non troveranno più parcheggio ma verranno privati anche della possibilità di scaricare la spesa o i bagagli sotto casa. Del resto, si sa, la nuova pista che dai Bastioni punta verso Loreto e viale Monza, è una vera e propria coltellata alle spalle dei negozianti, specie in un momento delicato come questo, dove si tenta una difficile ripartenza. Un recente sondaggio di Confcommercio ha fotografato numeri eloquenti: per il 55% dei commercianti la nuova infrastruttura ha già inciso negativamente sul fatturato dell’attività e per il 67% delle aziende conseguenze negative ci sono state anche proprio nel carico e scarico merci. Ma c’è di più a proposito di quest’ultimo dato: la maggior parte di chi non ha segnalato problemi dispone comunque di uno spazio o di un cortile interno, oppure non ha proprio necessità di un’area dedicata. Più in generale, il 92 % delle attività commerciali dell’asse interessato ha ammesso che la ciclabile ha avuto un impatto negativo sulla mobilità. BARRICATE Anche l’associazione mista di esercenti e cittadini Vivi Viale Monza si era subito alzata in piedi sulle barricate. Spiegando che la riduzione dei posteggi, premessa per la realizzazione della corsia delle bici, sta creando difficoltà economiche non indifferenti. Non solo: perché anche da queste parti, nel tratto di prosecuzione della ciclabile di Baires, gli di carico scarico vengono occupati da auto in sosta che non trovano parcheggio, quindi aumentano tempi di consegna e i costi, oltre al rischio sicurezza. Persino il Codacons, un paio di settimane fa, si è pronunciato contro la creatura del sindaco Sala e dell’assessore col vizio delle ciclabili, Granelli, chiedendo alla Procura di sequestrare il tratto di pista ciclabile al fine di impedire ulteriori gravissime conseguenze per i cittadini. Tantissime le tematiche già inserite in un precedente esposto alla procura: ingorghi, traffico, incremento delle emissioni inquinanti, rallentamenti, ostacoli per i mezzi di soccorso, tratti pericolosi per i ciclisti e i monopattini. Alla fine, se l’obiettivo era quello di migliorare la qualità dell’aria milanese l’effetto è stato opposto a quello desiderato. «Come si fa,a soli due mesi dalle elezioni, togliere parcheggi e stalli di carico scarico merci? Se l’attuale giunta non dovesse essere riconfermata cosa succederà? Come si farà a tornare indietro?», chiude Meghnagi.
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