3 Marzo 2011

Nuovo balzo della benzina

Nuovo balzo della benzina
 

ROMAProseguono i rialzi dei prezzi della benzina sull’ onda della crisi libica e delle preoccupazioni sugli approvvigionamenti di greggio (il petrolio ieri ha sfondato quota 102 dollari, mentre il Brent naviga verso i 117). La benzina verde ha superato stabilmente al distributore 1,54 euro al litro ma il prezzo del «servito» in Campania è volato oltre 1,6 euro al litro. Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha affermato che sugli aumenti dei prezzi «pesa anche la speculazione» ma l’ Unione petrolifera ha replicato che i prezzi sul mercato italiano «sono assolutamente in linea con gli andamenti dei mercati internazionali». L’ aumento dei prezzi preoccupa i consumatori. Il Codacons teme che entro agosto la verde possa raggiungere i due euro al litro mentre stima che ai prezzi attuali il solo pieno costi alle famiglie in media 250-300 euro all’ anno in più, senza considerare gli effetti del caro petrolio sugli altri beni e servizi. Il prezzo della benzina ha fatto «litigare» di nuovo anche Cgil e Cisl sulla richiesta del sindacato guidato da Raffaele Bonanni di defiscalizzare le accise. Il numero uno della Cgil, Susanna Camusso ha parlato di «proposta che non risolve problemi» mentre la Cisl ha replicato sostenendo che «risultati parziali immediati sono meglio di nessun risultato». Secondo le rilevazioni della «Staffetta quotidiana» il prezzo medio della verde si attesta ormai su 1,541 euro al litro mentre il gasolio ha raggiunto la media di 1,432 euro al litro. Ieri hanno ritoccato al rialzo i listini l’ Eni (+0,5% sulla verde, +0,8 sul gasolio) e la Esso (+0,7 centesimi sulla benzina verde). «Al di là della specificità della crisi libica – ha detto il ministro Romani – c’ è un problema generale di incremento che non incide direttamente sul prezzo della benzina; ma sicuramente anche sulla base della speculazione che se ne fa delle crisi dei paesi produttivi». «I prezzi dei carburanti praticati sulla rete di distribuzione italiana – ha affermato l’ Up – sono assolutamente in linea con gli andamenti dei mercati internazionali e coerenti con quanto accaduto nel 2008, contrariamente a quanto erroneamente sostenuto dalle associazioni dei consumatori. Posto che oggi il Brent viaggia intorno ai 116 dollari al barile e che le quotazioni dei prodotti raffinati rilevati dal Platts sono molto vicine ai valori del 2008, a pesare sui prezzi rispetto ad allora è il peggioramento del cambio euro/dollaro».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this