6 Agosto 2009

Nuovi rincari dei listini: il ministro convoca le società petrolifere

Benzina su, Scajola chiede spiegazioni i consumatori: intervengano antitrust e mister prezzi

 GENOVA. La benzina infiamma ancora la polemica sotto il sole di agosto. Il prezzo corre e il governo prova a tamponare l’emorragia. Le richieste dei consumatori sono state esaudite e così i rappresentanti delle compagnie petrolifere oggi pomeriggio saranno schierati di fronte alla scrivania del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Ma intanto, ieri altri due centesimi si sono aggiunti al prezzo della benzina, che arriva a sfiorare 1,35 euro al litro nei distributori Shell. Dopo i tre centesimi aggiunti da Agip martedì ai propri listini, è stato così il turno del colosso petrolifero anglo-olandese. Che ha optato per un aumento di tre centesimi per il prezzo della propria verde, che ora arriva a 1,349 euro, e di tre centesimi il diesel, che si attesta a 1,169 euro. In ogni caso, gli aumenti sono generalizzati e coinvolgono tutte le compagnie che, con rialzi di entità diversa, portano la verde agli 1,339 raggiunti martedì da Agip. Più frammentato il panorama sul diesel, il cui prezzo varia dagli 1,158 euro al litro di Erg e Total fino agli 1,169 euro di Shell. Tuttavia, i prezzi dei carburanti presentano però differenze notevoli su base territoriale. A quanto sembra, pare che la città dove il pieno è più salato sia Napoli. Sotto il Vesuvio, per un pieno di benzina si paga 1,374 euro al litro, mentre per risparmiare qualcosa conviene andare dalle parti di Trieste, dove la benzina costa 1,324 euro al litro. Le grandi città si trovano a metà classifica: a Roma la benzina costa 1,338 euro, a Milano 1,341. Scajola ha così rotto gli indugi e ha convocato le compagnie petrolifere a Via Veneto, perché vengano illustrati i motivi dell’attuale andamento dei prezzi.  Prima della decisione di Scajola, puntualmente era già ripartita la carica delle associazioni dei consumatori: se il Codacons denuncia ricadute sulle vacanze degli italiani, Federconsumatori e Adusbef auspicano un abbattimento dei prezzi dei carburanti, anche attraverso la liberalizzazione del canale di vendita.  «Ogni anno si verifica la stessa situazione, con aumenti concomitanti agli esodi dei cittadini – ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – ci appelliamo ad Antitrust e Mister Prezzi perché indaghino sui rincari dei carburanti». Federconsumatori e Adusbef tornano a chiedere «maggiori verifiche e controlli sul meccanismo intollerabile della doppia velocità». Doppia velocità cioè delle industrie petrolifere nell’aumentare subito il prezzo non appena il Platts, l’indice dei prodotti raffinati, punta verso l’alto, mentre quando questo scende i tempi per l’adeguamento alla pompa sarebbero molto più rilassati. Ieri, ad ogni modo, è stata la giornata degli interventi della politica, dopo che nella serata di martedì il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, aveva parlato di «ultimo giro per i furbi». Secondo il presidente della Commissione Prezzi e Tariffe del Senato, Sergio Divina, «è inaccettabile che le aziende di stato, come l’Eni e nel particolare l’Agip, facciano da apripista alla stagione dei rincari. Chiediamo a Scajola e al ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, di vigilare sulle attività di queste aziende». Un invito che arriva anche da Antonio Borghesi, vice capogruppo alla Camera per l’Italia dei Valori: «Visto l’aumento del prezzo della benzina, che non sembra collegato all’aumento dei costi, chiediamo al ministro Scajola cosa stia aspettando ad intervenire». Inviti che in serata sono stati accolti e che porteranno al primo incontro dal 2008 fra compagnie e governo sul tema dei carburanti. Intanto, ieri in giornata il prezzo del petrolio si è abbassato, scendendo sotto i 71 dollari al barile, dopo un aumento superiore alle previsioni delle scorte di greggio negli Stati Uniti, anche se ieri in serata ha poi chiuso comunque sfiorando quota 72 dollari. Gli stock di benzina sono invece diminuiti di 218 mila barili, mentre quelli di prodotti distillati sono calati di 1,14 milioni di barili.

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