16 Maggio 2014

Nuovi autovelox nella Capitale

Nuovi autovelox nella Capitale

“Andate piano”, si chiama così il progetto messo in campo dai vigili capitolini per contrastare l’alta velocità sulle strade di Roma. Un progetto che, nelle prossime settimane, vedrà operativi una serie di nuovi autovelox pronti ad immortalare chiunque superi i limiti di velocità.
Da 30 a 70 km/h. Si comincia lunedì 19 maggio con sette dispositivi che, a rotazione, monitoreranno le strade a maggior rischio di incidenti mortali. Un numero destinato a raddoppiare nel giro di breve tempo, l’obiettivo, infatti, è di arrivare a 15 nuovi autovelox operativi sulle strade dove i limiti da rispettare vanno dai 30 ai 70 km orari.
Le polemiche. Un modo per far cassa o un’iniziativa efficace per aiutare a ridurre gli incidenti stradali? Le polemiche già non mancano, soprattutto in rete, dove i cittadini romani incalzano il comandante della municipale, Raffaele Clemente, a colpi di tweet, chi chiedendo spiegazioni, chi auspicando che il numero di dispositivi, per essere davvero un monito, aumenti ancor di  più. Mentre il Codacons attacca: “È un’iniziativa che serve solo al Comune per fare cassa. Mettete più vigili in strada e usate il Tutor”, incita l’associazione per la difesa dei consumatori. Dal canto suo Clemente elenca il bollettino delle infrazioni quotidiane: “In via Cilicia su 375 passaggi riscontrate 72 violazioni del limite di velocità”, “In via Marco Polo su 436 passaggi riscontrati, 31 sono  risultati in violazione”. E così via, con un unico leit motiv: “Andate piano”.
Street control. Ma l’offensiva dei vigili non si ferma qui. Nei prossimi mesi, infatti, agli autovelox si aggiungeranno anche una serie di occhi elettronici dedicati agli “street contol”. Già da dopo l’estate, probabilmente, sulle pattuglie dei vigili urbani saranno montate delle telecamere per consentire un “controllo in movimento” che rileverà istantaneamente in strada i dati delle auto che commetteranno infrazioni. E neanche chi sta fermo potrebbe sfuggire al controllo, le telecamere, infatti, dovrebbero servire anche per segnalare il parcheggio selvaggio in doppia fila.

Manuela Boggia

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