7 Aprile 2010

Nuovi aumenti per la benzina Petrolio a 87 dollari al barile

ROMA Finisce la tregua pasquale, ripartono i prezzi e le polemiche tra associazioni di consumatori e i petrolieri. Il tema benzina continua a tenere banco e l’ attesa è per le mosse del governo, chiamato da più parti a mettere in campo misure che consentano di riportare i listini italiani in linea con quelli europei mentre il prezzo di un barile di petrolio a New York ieri era di 87,09 dollari, ai massimi dall’ ottobre 2008. GLI AUMENTI DI IERI. A mettere mano ai prezzi, dopo molti giorni di tranquillità seguiti ai maxi aumenti di metà marzo, ieri sono stati Q8 ed Erg. Q8, in particolare, stando alla rilevazione della Staffetta Quotidiana, ha ritocca la benzina di 1,5 cent portandola a 1,425 euro e il gasolio di 2 cent a 1,259. Erg, ha aumentato i prezzi di entrambi di 1 cent: verde a 1,418 euro e gasolio a 1,244. LA STANGATA. Sul controesodo pasquale, calcola il Codacons, si abbatte così una stangata da 19 milioni di euro: «Come dimostrano i dati Istat resi noti nei giorni scorsi», osserva il presidente Carlo Rienzi, «i continui rialzi della benzina hanno già innescato un meccanismo moltiplicativo sui prezzi, in particolare su tutta la merce trasportata su gomma e rischiano di scatenare pericolosissime aspettative di inflazione». Per questo il governo dovrebbe liberalizzare il settore, «favorendo l’ ingresso di nuovi competitori, come grande distribuzione e pompe bianche, e trasparenza dei prezzi». ALTRI RIMEDI. Ma non è questa l’ unica ricetta. Per Adusbef e Federconsumatori la strada «ineludibile» da seguire è «sterilizzare gli aumenti Iva e introdurre l’ accisa mobile sui carburanti per «compensare questi aumenti e per rendere stabile la tassazione sui carburanti», Il Pdci propone «un’ inchiesta su vasta scala, per calmierare d’ ufficio il prezzo e colpire le compagnie petrolifere in odore di speculazione». IL TAVOLO CARBURANTI. La palla, in ogni caso, è nelle mani del governo. Stefano Saglia, sottosegretario dello Sviluppo con delega all’ Energia, nei giorni scorsi ha promesso una sollecita convocazione del tavolo carburanti con compagnie, gestori e Regioni che, secondo quanto si apprende, potrebbe arrivare anche questa settimana. Tra i punti in discussione la chiusura di un certo numero di impianti, l’ aumento dei self service, il passaggio dai prezzi giornalieri a quelli settimanali, ma anche lo strumento legislativo con il quale varare le misure: i gestori, spiega Luca Squeri di Figisc-Confcommercio, non approvano l’ ipotesi decreto legge, perché «vorrebbe dire seguire sentimenti ed emozioni, mentre per fare qualcosa di utile ci vuole razionalità». I PETROLIERI. «Le polemiche assolutamente infondate e strumentali innescate sui prezzi dei carburanti denotano la superficialità ed approssimazione con la quale alcune associazioni dei consumatori ed alcuni organi di stampa sono abituati a trattare la materia». Lo sostiene L’ Up, Unione petrolifera, in una nota, «Ignorare i recenti aumenti registrati nella quotazioni internazionali e riflessi solo in parte nei prezzi interni, e accusare di manovre speculative le aziende vuol dire essere in malafede o negare l’ evidenza», si legge nel comunicato, «Non è possibile alimentare una campagna denigratoria e formulare accuse inesistenti senza rendere conto delle affermazioni fantasiose fatte mirando a raccogliere solo un facile, quanto inutile consenso mediatico». Le aziende, afferma l’ Up, «si riservano di valutare l’ esistenza di estremi diffamatori nelle reiterate dichiarazioni di alcune associazioni dei consumatori e di possibili ricorsi nelle sedi giurisdizionali».

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