21 Giugno 2019

Nuove tariffe autostradali Gestori sul piede di guerra

 

MARIA SOLE LEONARDI Scoppia la guerra sui pedaggi autostradali. L’ Autorità di Regolazione dei Trasporti ha pubblicato sul proprio sito internet le delibere relative ai 16 concessionari i cui Piani finanziari, da rinnovare con il ministero delle Infrastrutture, sono già scaduti (coprono oltre l’ 80% della rete autostradale nazionale), e ai quali si dovrebbe applicare il nuovo sistema, già adottato per le nuove concessioni (come l’ A22). In sostanza scattano i nuovi meccanismi per la determinazione delle tariffe autostradali, più vantaggiosi per gli utenti. E i concessionari riuniti in Aiscat – con l’ Aspi in prima fila – minacciano di «reagire con durezza a tutela dei propri interessi». Cosa intendano con «durezza» non è dato sapere. Più chiara la riduzione della remunerazione, che viene stabilita al 6,2% annuo netto (mentre oggi in alcuni casi si arriva anche oltre il 10%), mentre vengono introdotti maggiori parametri di efficienza della gestione (con i costi che dovrebbero ridursi tra l’ 1,9% e il 2,7% a seconda dei concessionari). Ma non è solo la riduzione della remunerazione a preoccupare. Quanto il fatto che la modifica alla tariffa (e alla convenzione) abbia effetto retroattivo. Un principio che se dovesse passare potrebbe consentire all’ Autorità di cambiare in corso la remunerazione di investimenti privati già realizzati, come per esempio la Variante di Valico. «Ancora una volta», denunciano i concessionari, si «interviene a modificare le regole in corso d’ opera». SOCIETà IN RIVOLTA Ovviamente dal ministero la levata di scudi dei gestori viene appuntata come una medaglia sul petto dal ministero dei Trasporti. «Leggo le critiche di Aiscat, al nuovo sistema tariffario per i pedaggi varato dall’ Autorità di regolazione dei trasporti. Siamo di fronte all’ inizio della rivoluzione che avevamo promesso sin dal nostro insediamento» replica il titolare dei Trasporti Danilo Toninelli. Che ribatte: «Se Aiscat oggi attacca così, vuol dire che siamo sulla strada giusta». Plauso del Codacons – spalleggiato anche da Alessandro Di Battista – al nuovo sistema tariffario per i pedaggi autostradali varato dall’ Autorità: «Finalmente si vincolano gli aumenti delle tariffe autostradali alla realizzazione degli interventi programmati, e si introducono criteri che portano vantaggi agli automobilisti», spiega l’ associazione dei consumatori, «augurandosi che «grazie al nuovo sistema le performance dei gestori verranno monitorate e si potrà vigilare sugli investimenti annunciati, controllando che siano effettivamente realizzati interventi sulla rete. Fino ad oggi la carenza di controlli sulla messa in pratica degli investimenti rappresentava una criticità a danno dei cittadini, che subivano rincari annuali dei pedaggi senza però poter valutare gli effettivi miglioramenti sul fronte del servizio». TAGLI, MA IN FUTURO In teoria «in caso di mancato rispetto dei cronoprogrammi sugli investimenti» potrebbe scattare «una riduzione delle tariffe» e una «diminuzione dei pedaggi». I gestori italiani assicurano che l’ Italia ha «tariffe autostradali tra le più basse in Europa a fronte dei maggiori investimenti per ammodernare la rete autostradale, costruita per la maggior parte negli anni ’50 e ’60». E secondo una comparazione diffusa dall’ Associazione con i principali gestori europei – mostra sulla rete Aspi un valore di 8,18 centesimi (7,45 per la sola Aspi), contro gli 8,37 del Portogallo, gli 8,73 della Francia, fino ai 16,02 che si pagano sulla M6 britannica. riproduzione riservata.

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