«Nuove tariffe Asea, mazzata per i contribuenti»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Il costo dell`autodichiarazione passa da 10 a 21 euro. Baldassarre: «Affrontato il problema con superficialità»
L`opposizione di Palazzo dei Celestini attacca la giunta Pellegrino sulla nuova convenzione appena stipulata con l`Asea, l`azienda che controlla gli impianti termici in tutta la provincia di Lecce, che prevede l`aumento del canone per l`autodichiarazione biennale, che passa da 10 a 21 euro e l`aumento della tariffa base per i non autodichiarati, che passa da 60 a 80 euro. Il capogruppo della Casa delle Libertà, Raffaele Baldassarre ha riunito ieri tutti i consiglieri di opposizione e ha illustrato i termini «sciagurati» della convenzione sotto accusa. «L`Asea ha già fatto presenti le difficoltà derivanti da una platea di caldaie sempre più esigua e da un numero di verificatori ormai eccessivo – ha ricordato – ma la Giunta ha affrontato il problema con superficialità e con sufficienza». Ma i «guai» che stanno per abbattersi sulle tasche degli utenti salentini, non sono tutti qui. La convenzione con l`Asea, che nei prossimi giorni sarà discussa in commissione, per approdare poi in Consiglio, prevede inoltre che la platea dei controlli, che fino a ieri si limitavano al solo 5 per cento degli impianti ogni anno, passerà al 15 per cento. Quindi, nel biennio di validità dell`autodichiarazione, verranno controllate il 30 per cento delle caldaie. E non è tutto; nel nuovo regolamento degli impianti termici sono stati aboliti gli errori formali e il conseguente “ravvedimento operoso“ dell`utente. «In sostanza – ha spiegato ieri Antonio Gabellone, consigliere di minoranza – adesso il proprietario della caldaia non può più comunicare all`Asea di aver sbagliato nel compilare l`allegato H, ma deve pagare la relativa sanzione senza battere ciglio». «In altre città del nord, come a Venezia, Novara, Pistoia, Livorno e Firenze – fa notare Baldassarre – il canone di autodichiarazione è di 10 euro. Qui la Giunta ha pensato di raddoppiarlo, per risolvere il problema dell`azienda e dei lavoratori in esubero. Pare che l`assessore in carica, Carmine Caputo, abbia deciso di ridurre i 21 euro stabiliti nella convenzione, portandoli a 15 euro. Ma sulla base di che cosa – si chiede Baldassarre – si sono già esperite altre soluzioni? Sono stati fatti degli studi per trovare altre risorse? Noi invece riteniamo che si possano operare drastici tagli a molte iniziative improduttive e futili. E con quelle risorse si potrebbero fare assumere i 56 dipendenti in esubero dall`Alba Service». Per Dante Altomare, consigliere di An, la Provincia «dovrebbe impiegare risorse proprie, anzichè condannare i cittadini a pagare una tariffa maggiore; e dovrebbe varare nuovi progetti, per servizi di cui ha estrema necessità». Ernesto Toma consigliere di Fi, fa notare come «tale provvedimento non fa altro che spostare la problematica da oggi ad agosto 2006, senza interrogarsi come sarà il servizio futuro, cosa succederà alle tasche dei cittadini, cosa ai manutetori e ai lavoratori». A scendere in campo è anche il Codacons, che parla di un provvedimento inaccettabile e vergognoso. «Inaccettabile – spiega il coordinatore provinciale Antonio Carpentieri – perchè ancora una volta si pensa e si vede il cittadino come un soggetto da cui mungere più quattrini. Vergognoso se si pensa che la Provincia è dotata di un organismo tecnico in grado di fare le verifiche, senza che ciò comporti un eccessivo esborso per i cittadini».
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