Nuove targhe per i “due ruote“ ma mancano i decreti attuativi
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Che fine hanno fatto i motorini? E i ragazzetti col casco? Spariti, e se ne stupiscono anche i vigili che non hanno mai visto così pochi ciclomotori per le vie di Roma e delle altre città. E quei pochi sono quasi tutti in regola. E? l?effetto del patentino, ieri al suo debutto. I minorenni senza certificato di idoneità, dal primo luglio obbligatorio, erano così spaventati dall?idea di rischiare la multa e il sequestro che hanno preferito lasciare i motorini a casa. C?è da sperare che la paura del primo giorno non passi troppo in fretta e non si perda per strada, un po? come è accaduto per la patente a punti.
E? passato esattamente un anno da quando abbiamo cominciato a convivere col timore che un?infrazione potesse portar via oltre che soldi anche qualche preziosissimo punto. Ricordate l?ansia della scorsa estate passata a calcolare quanto una trasgressione poteva alleggerire la patente? I primi mesi sono stati tutti attentissimi, mai così disciplinati gli italiani al volante. Poi col passare del tempo si sono abituati anche al nuovo regime e sono stati via via sempre meno bravi. «Ma il bilancio è nel complesso estremamente positivo»: il viceministro ai Trasporti e alle Infrastutture, Mario Tassone, tira le somme di un anno di patente a punti. «E? vero che nella prima fase abbiamo registrato una percentuale molto alta di riduzione di incidenti, poi ci si è stabilizzati su valori che leggermente ci allarmano». Il timore del viceministro è che gli italiani stiano tornando gli indisciplinati di sempre e che la cura della patente a punti non sia servita a renderli più prudenti. «Non vorrei – aggiunge Tassone – che ci fosse un rilassamento, uno strisciante ritorno al non rispetto delle regole». Vero è che non si può stare sempre col fucile puntato. «Non possiamo affidare tutto alla paura della sanzione, il rispetto delle regole deve rientrare nel costume, nell?educazione. La paura della contravvenzione deve essere solo l?avvio», e tuttavia, ammette Tassone, c?è ancora molto da lavorare su questo fronte.
C?è da dire, però, che nell?ultimo anno, rispetto al precedente, il numero degli incidenti è molto diminuito: del 14,6 per cento, secondo i dati del ministero dei Trasporti, e quelli mortali sono scesi del 17,9 per cento. In calo anche le infrazioni, meno 12,21 per cento, e il numero dei morti (-18,8) calcolano la polizia stradale e i carabinieri. Certo, non è la percentuale registrata nei primi mesi di vita della patente a punti che aveva fatto gridare al miracolo: meno 30 per cento circa. Poco più di un milione e cento le lettere inviate agli automobilisti per segnalare il taglio dei punti, e la maggior parte (l?81,27 per cento) sono uomini. Ci sono purtroppo cattive abitudini che non cambiano, nemmeno con lo spauracchio del ritiro della patente. Quella di ignorare il limite di velocità e quella di non indossare le cinture, pur sapendo che si rischiano ben 5 punti. Finora sono circa 3.500 gli automobilisti che hanno dilapidato il patrimonio di punti a disposizione (20) e hanno in pratica ?perso? la patente. I più incoscienti, sembrerà strano, non sono i giovanissimi, ma i quarantenni che hanno gettato al vento più punti degli altri.
Ma nell?insieme, secondo il ministero, è stato un successo, tanto che si pensa di estendere il meccanismo anche ai patentini. «Pensiamo che anche i certificati di idoneità per la guida dei ciclomotori debbano essere soggetti al regime dei punti», sostiene il viceministro Tassone. «Finora gli esami sono solo teorici, è necessario che diventino più completi, prevedendo anche la prova pratica. Non vogliamo perseguitare i ragazzi, ma tutelarli». Intanto, continua la corsa al patentino. «Ragazzi, non illudetevi – avverte il Codacons – non riuscirete a prenderlo prima di settembre». I patentati fino al 30 giugno erano 290 mila sui 730 mila che avevano chiesto di frequentare i corsi nelle scuole. Secondo Adusbef e Federconsumatori sono circa 400 mila i giovani rimasti fuori. Per il momento hanno scelto di andare a piedi.
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