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20 Agosto 2007

Nuove povertà, i clochard aumentano

L`associazione dei consumatori e il Comune hanno avviato un monitoraggio per fornire assistenza, ma i senzatetto non vogliono l`ospitalità dell`asilo notturno Nuove povertà, i clochard aumentano L`allarme del Codacons: in città il numero dei barboni è in continua crescita, in questi giorni in strada ce ne sono circa 40 Alcuni ora dormono anche in pieno centro storico: tra loro pure ex insegnanti e imprenditori Dormono per strada, su una panchina o sotto i portici dei viali, nei parchi pubblici, in case abbandonate, in strutture pubbliche in disuso. Per sopravvivere e garantirsi almeno un pasto al giorno alcuni rovistano tra l`immondizia, altri sono “clienti“ abituali alla mensa dei frati o trovano accoglienza nelle comunità parrocchiali. Altri ancora sono seguiti da organizzazioni di volontariato come la Caritas diocesana, l`Associazione italiana tutela salute mentale, la Croce rossa italiana e il Codacons. Ma la maggioranza preferisce restare ai margini e sceglie una vita di espedienti e tanta libertà. Perché non trova alternative. Sono i cosìddetti barboni – o clochard – che ultimamente sono tornati a dormire in centro storico, occupando con i loro cartoni i marciapiedi di piazzetta Belloni. Alle prime luci dell`alba raccolgono le loro poche cose e cominciano a vagabondare fino alla notte successiva. E dal Codacons arriva l`allarme: “Il numero di persone che vivono in strada sta aumentando in modo considerevole – dice Bruno Peres, delegato provinciale per i servizi socio-sanitari del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell`ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – : in città e nell`hinterland stimiamo una presenza di circa 35-40 persone “senza tetto“. Molti hanno problemi mentali e poca istruzione, ma diventare barboni non sempre è una scelta di vita. Spesso è una conseguenza di lutti, disagi familiari o economici. Non mancano infatti casi di ex insegnanti o imprenditori, anche se sono la minoranza. Alla base c`è comunque una forte difficoltà a relazionarsi con gli altri e con la società“. Il Codacons ha avviato un vero e proprio monitoraggio di tutti i barboni presenti in città con l`obiettivo di fornire loro un supporto mirato in collaborazione con tutte le altre realtà attive sul territorio, compresi i servizi sociali del Comune. Al lavoro ci sono anche gli uomini della polizia municipale. La legge non vieta alla gente di dormire in strada e solo se il barbone incorre in reati contro il patrimonio o se ne ha commessi in precedenza può essere espulso con il foglio di via dopo essere stato identificato. In determinati luoghi però ci sono regolamenti che vietano espressamente di fermarsi a dormire, come per esempio all`interno delle stazioni ferroviarie. Il timore dei vigili è però quello che il giro dei “senza tetto“ – nella maggior parte dei casi persone che non danno fastidio a nessuno – possa allargarsi e creare problemi igienici. Spesso i barboni si rifiutano di chiedere ospitalità all`asilo notturno di via Pracchiuso che ha una disponibilità di circa 20 posti letto destinati proprio ai senza tetto. “Ma questo – dice Peres – non è un buon motivo per smettere di cercare una soluzione anche perché d`inverno c`è il rischio concreto che chi vive all`aperto subisca la morsa del freddo, senza contare che spesso i barboni sono vittime di episodi di violenza e intolleranza“.

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