Nuove polemiche sulla verifica degli impianti termici.
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
E della vicenda potrebbe essere interessata la competente autorità giudiziaria
Caldaie, il Codacons diffida la Provincia
«Bisogna subito annullare tutte le richieste di pagamento effettuate dalla società»
Caldaie, il Codacons diffida la Provincia. E sulla questione è di nuovo battaglia. L`associazione di difesa dei consumatori, nella giornata di ieri, ha chiesto all`Amministrazione di Palazzo dei Celestini, nelle persone del presidente Lorenzo Ria e dell`assessore al ramo Antonio Libardo, di annullare immediatamente tutte le richieste di pagamento effettuate dalla società concessionaria e dalle subconcessionarie, «sino a quanto la Provincia non si sarà riappropriata del proprio potere di controllo». Il Codacons, a questo proposito, chiede all`ente di attivarsi immediatamente presso la società concessionaria affinchè cessi la sistematica violazione dei diritti degli utenti e dei consumatori, e di porre in essere tutte le iniziative per riportare «l`attività di verifica degli impianti termici all`interno di quel quadro di azioni che promuova l`interesse primario degli utenti». A questo proposito, sollecita Ria e l`assessore Libardo ad attivare con la massima urgenza il tavolo paritetico di controllo, fornendolo di opportuni poteri, con le associazioni di difesa degli interessi dei consumatori. Il Codacons poi avverte la Provincia che, allo scadere dei 15 giorni previsti dalla legge, provvederà ad informare le competenti autorità giudiziarie, nessuna esclusa, al fine di realizzare «il pieno diritto degli utenti e dei consumatori».
Nella diffida inviata alla Provincia, il coordinatore provinciale dell`Associazione, Antonio Carpentieri, e il responsabile dell`Ufficio legale, Piero Mongelli, rilevano tra l`altro che l`attività di verifica degli impianti termici è svolta dalla società Asea e «da alcune non meglio specificate e non meglio identificate cooperative subconcessionarie». Dopo aver sottolineato che la Provincia deve direttamente verificare la preparazione e la competenza tecnica di tutti i verificatori che operano all`interno del territorio provinciale, il Codacons aggiunge che «non risulta che la verifica dei requisiti minimi sia stata effettuata dalla Provincia attraverso i propri competenti organi»; e che tale attività di verifica della sussistenza dei requisiti personali e professionali dei verificatori, «non può essere demandata ad altro organismo che non sia quello pubblico».
L`Associazione poi aggiunge che «la società concessionaria e le cooperative subconcessionarie richiedono direttamente agli utenti il pagamento di somme che vengono versate in conti correnti postali diversi da quelli indicati dalla Provincia o di proprietà della Provincia»; tutto ciò, tra l`altro, impedisce a quest`ultima «di verificare la correttezza dell`operato delle società concessionarie e subconcessionarie». Inoltre, il Codacons rileva che i controlli e le verifiche degli impianti termici si stanno effettuando “ a tappeto“, «in difformità da quanto previsto da un apposito deliberato dell`ente, che prevedeva e prevede una preventiva valutazione e selezione delle cosiddette autodichiarazioni da parte della Provincia». Secondo l`Associazione, da tutto ciò deriva – tra l`altro – violazione del diritto alla salute, violazione della sicurezza e qualità dei servizi e violazione ad una adeguata informazione
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