4 Agosto 2007

Nuove norme sulla sicurezza stradale, in vigore da oggi

E` venuto dunque il giorno del via libera alle nuove norme sulla sicurezza stradale, in vigore da oggi. “Abbiamo voluto dare un segnale forte nel momento più difficile dell`anno, quello dell`esodo di agosto“, ha detto il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, subito dopo l`approvazione del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri. Un provvedimento in extremis, ha dimenticato di dire il ministro, approvato l`ultimo giorno utile prima delle ferie grazie a un decreto-stralcio e soprattutto grazie alla buona volontà dei senatori che hanno favorito un voto bipartisan. Ha spiegato il ministro Bianchi: “C`era un disegno di legge sulla sicurezza stradale all`esame della Commissione Trasporti del Senato, ma ci siamo resi conto che non c`erano i tempi tecnici perché il provvedimento andasse in Aula. Ci siamo quindi chiesti come fare perché le norme entrassero subito in vigore ad agosto ed abbiamo convenuto di estrarre dal disegno di legge sei norme che sono diventate il decreto appena approvato“. Questa è stata l`alchimia, ma non sarebbe bastata se non ci fosse stata, appunto, quella buona volontà bipartisan di cui s`è parlato sopra. Ha raccontato Bianchi che “il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ci aveva fatto sapere di essere disponibile a firmare il decreto solo a condizione che il testo venisse approvato all`unanimità anche dalla Commissione Trasporti del Senato, cosa che è avvenuta. Abbiamo anche preso accordo con tutti i capigruppo – ha aggiunto Bianchi – perché si proceda alla conversione del decreto alla sua scadenza, ad ottobre, se nel frattempo Camera e Senato non avranno approvato il disegno di legge“. Il giro di vite. Le norme particolarmente repressive (“cattivissime“, come le ha definite il ministro Amato) contenute nel decreto rappresentano un autentico giro di vite in materia di sicurezza stradale. Ad esempio, la guida senza patente può costare all`incauto automobilista qualcosa come 9.000 euro di multa; chi è sorpreso a oltrepassare i limiti di velocità di 40 chilometri all`ora rischia una sanzione fino a 2.000 euro e la sospensione della patente fino a un anno; per non parlare di chi parla al cellulare mentre guida: costui rischia fino a 594 euro di multa e la sospensione della patente fino a tre mesi. E poi, la “madre di tutte le sanzioni“, quella contenuta dall`articolo-spauracchio, il numero 5: una quantità di alcol pari a 0,5 grammi per litro, ingerita dall`automobilista, può costare allo sventurato fino a 2.000 euro di multa, l`arresto fino a un mese e la sospensione della patente fino a sei mesi. Bastano due calici di vino e la frittata è fatta. Se poi, i calici diventano più di due, allora si può arrivare fino a 6.000 euro di multa e a 6 mesi di carcere. Inoltre, il decreto contempla il corollario inedito delle pene cosiddette “accessorie“: vedremo quanti automobilisti sorpresi a guidare in stato d`ebbrezza saranno condannati a prestare servizio “infermieristico“ fino a un anno negli ospedali traumatologici. Perché è questo ciò che sta scritto nel decreto: una condanna ai servizi sociali che sia “istruttiva“ per chi ha commesso il reato. Le reazioni. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri ha raccolto parecchi consensi ma ha anche sollevato qualche critica. Le associazioni dei consumatori, per esempio. Il Codacons ha commentato: “E` inutile aumentare le sanzioni e inasprire le pene per chi non rispetta le norme del codice della strada se prima non si incrementa la prevenzione, con utili strumenti come il Tutor“. L`Adiconsum invece ha plaudito all“`invenzione“ delle pene accessorie: “E` necessario – ha detto – assistere i soggetti traumatizzati ma anche far crescere la responsabilità sociale tra chi dimostra di non averne“. I presidenti di Adusbef e Federconsumatori, sulla scia del decreto, hanno lanciato una proposta: “Occorre ora eliminare l`obbligo dei fari accesi di giorno, che costano 70 euro l`anno ad automobilista e non prevengono gli incidenti stradali, avendo anzi l`effetto contrario“. Supercritico Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto, il quale ha affermato: “Il Governo ha emanato un “decreto a perdere“ con norme che molto difficilmente troveranno pratica applicazione, ma certamente genereranno confusione“. A rompere la quiete bipartisan è arrivata una querelle tra il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero e Chiara Moroni, vice presidente dei deputati di Forza Italia. Ha detto il primo: “Si cede alle pressioni delle lobbies dei produttori di alcolici“. Ha risposto la seconda: “Campagne punitive che limitano il libero mercato, come le campagne proibizioniste, non aiutano a raggiungere significativi risultati“. Controreplica del primo: “Non si tratta di realizzare campagne punitive, ma di rompere l`identificazione tra consumo e successo personale“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this