22 Ottobre 2014

Nuove famiglie in pieno caos Attesa la legge sulle unioni gay

Nuove famiglie in pieno caos Attesa la legge sulle unioni gay

Siamo tutti figli di Dio, ma alcuni lo sono più di altri. Ha voglia Papa Francesco di chiedere di «far cadere i muri e scrutare attentamente i segni dei tempi per adattare le vie e i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni e alle mutate condizioni della società». Certo, i vescovi al Sinodo non hanno votato compatti il documento finale (niente maggioranza assoluta negli articoli su divorziati e gay) ma comunque hanno ordinatamente preso l’ impegno di riaffrontare i temi più controversi. Poi si guarda a quello che accade fuori, dove la politica dovrebbe semplicemente prendere atto della realtà e di quello che esiste nelle città e legiferare di conseguenza. E apriti cielo. Sulla questione del riconoscimento delle unioni civili è di nuovo scoppiata la bufera, come accadde per i Pacs, i Dico e tutte le curiose “forme” di convivenza inventate negli anni per non centrare l’ obiettivo. MARINO SOTTO ATTACCO Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, dopo la trascrizione di sedici matrimoni omosessuali celebrati all’ estero, è diventato per molti un diavolo per altri un eroe. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi annuncia un prossimo disegno di legge “alla tedesca” e scatena un putiferio, nonostante non si sappia minimamente quali saranno i punti fermi delle nuove famiglie. Il movimento “Italia Cristiana” ha presentato un esposto-denuncia contro Marino, chiedendo la sua sospensione dalle funzioni e l’ allontanamento immediato: «Ha violato non solamente i principi di correttezza, lealtà e buon andamento della pubblica amministrazione, ma ha commesso un abuso d’ ufficio». Non solo: Marino avrebbe «violato la norma costituzionale in armonia con le norme del Codice civile che tutelano il matrimonio tra uomo e donna, trasgredendo la Costituzione e le disposizioni di autorità superiori», e ha «consumato un danno ingiusto per l’ intera cittadinanza sottraendo risorse e personale per commettere un reato». I comitati “Sì alla famiglia”, presieduti dal sociologo torinese Massimo Introvigne, si dicono «assolutamente contrari» alle unioni tra persone dello stesso sesso ventilate dal premier, «perché introducono qualcosa che è uguale al matrimonio tranne che nel nome». LA DIFESA Dall’ altra parte il Codacons annuncia battaglia contro il prefetto di Roma, che ha formalmente invitato ad annullare le trascrizioni, mentre gli avvocati di otto coppie diffidano a loro volta il prefetto e mandano una lunga lettera anche al presidente della Repubblica, al ministro della Giustizia e al Consiglio superiore della magistratura, invitandoli «a compiere gli atti necessari a tutelare la separazione dei poteri definita dalla legge a garanzia dei diritti dei soggetti interessati». FAMIGLIE ARCOBALENO Silvia De Simone e Fabiana Secci, referenti sarde dell’ associazione Famiglie Arcobaleno, spiegano che domenica scorsa hanno festeggiato. «È stato un giorno di felicità e gioia, abbiamo apprezzato molto non soltanto il gesto del sindaco della capitale, ma anche le sue parole, non di circostanza ma concrete e sentite. Ha sottolineato in sostanza che le famiglie si basano sull’ amore e ha legittimato le famiglie omosessuali davanti agli italiani. Ci hanno accusato di usare i nostri bambini per la nostra battaglia, non hanno capito nulla, noi lottiamo per loro, per i nostri figli, per la loro serenità e i loro diritti». Proseguono: «Per quanto riguarda l’ eventuale legge annunciata da Renzi, è troppo generica per ora, non si sa cosa ci vuole mettere dentro. Noi auspichiamo un matrimonio egualitario, stessi diritti e stessi doveri delle coppie eterosessuali, ma nell’ attesa lo considereremo un tassello positivo, un primo passo verso il traguardo». L’ ASSOCIAZIONE ARC Nel dibattito intervengono anche Carlo Dejana e Carlo Cotza, dell’ Arc di Cagliari, associazione culturale della comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender. «Siamo convinti che il cambiamento sia in corso e, se da un lato cogliamo con favore le aperture, abbiamo sempre il timore di essere liquidati con una legge di facciata. Nella proposta del presidente del consiglio ci sono rischi, sempre se non verrà rimaneggiata in Parlamento. Si tratta comunque solo di un punto di partenza: intanto perché manca la possibilità di adottare e poi perché la sua premessa non è quella di uguali diritti a prescindere dall’ orientamento di genere». Poi, un plauso a Marino e una speranza: «Si tratta di un’ efficace denuncia politica a prescindere dagli effetti legali, che saranno sempre incompleti fino a quando non avremo una legge sul matrimonio egualitario». Cristina Cossu.

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