Nuova tegola su Bpi, la Consob impugna il bilancio
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fonte:
- Il Mattino
Sempre più nella bufera. Per la Bpi arrivano nuove grane. Prima ci si è messa la Consob. La Commissione per le società e la Borsa, infatti, ieri ha impugnato la delibera assembleare che ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2004 dell?istituto. Motivo: i conti sono censurabili. Per svariati motivi. In cima alla lista c?è la mancata contabilizzazione di diversi contratti derivati e di alcuni accantonamenti. Oltre al fatto che la contabilizzazione delle garanzie di rendimento riconosciute ad alcuni clienti non risulterebbe da nessuna parte. E non è escluso che potrebbe avere noie anche la Deloitte che ha certificato il bilancio 2004. Non solo. Un?altra nuvola nera si addensa sul quartier generale della banca lodigiana: la procura della repubblica di Lucca sta per mettersi in contatto con quella di Milano per verificare se nel procedimento milanese che ha portato all?arresto di Giampiero Fiorani ci siano elementi interessanti per alcune inchieste che proprio Lucca ha aperto sulla vicenda. I fatti stanno così: si tratta di un procedimento relativo al passaggio del patrimonio immobiliare delle Casse del Tirreno nelle mani di una società immobiliare fiorentina – la Cresen srl – che avrebbe consentito a Fiorani di costituire fondi neri all?estero e di un fascicolo, aperto l?altro ieri, su presunti ricavi illeciti che sarebbero stati ottenuti addebitando spese fittizie ai clienti delle Casse del Tirreno quando queste ultime erano passate sotto il controllo della Banca popolare di Lodi. Per quanto riguarda la prima vicenda, un procedimento analogo sul passaggio alla Cresen dei 54 immobili delle Casse del Tirreno era stato già archiviato dai giudici lucchesi, anche sulla base di un parere in cui Bankitalia aveva giudicato regolari le operazioni. Le indagini sono però riprese ora dopo la notizia che in seguito a quel passaggio Fiorani avrebbe lucrato 13.650.000 euro. Il secondo procedimento è stato aperto l?altro ieri dopo le denunce di numerosi clienti delle Casse del Tirreno che lamentavano di essere stati vittime di aumenti indiscriminati. Denunce raccolte anche dai consumatori: il Codacons da solo ha chiesto 1 miliardo di risarcimento. Ma secondo il direttore generale della banca, Divo Gronchi, l?addebito massimo sui risparmiatori correntisti della Bpi è stato di 30 euro «che ha spiegato – sono stati caricati su circa un milione di conti correnti ma già nel gennaio 2005 sono stati restituiti alla gran parte dei risparmiatori e comunque li restituiremo a quanti ne faranno richiesta». In ogni caso la Bpi dovrà affrontare lo sblocco della quota Antonveneta da 2 miliardi da parte della procura di Milano (lunedì si deciderà quale procura avrà competenza a seguire l?inchiesta) alla quale l`istituto ha messo a disposizione le plusvalenze. Intanto il consiglio di amministrazione della Popolare italiana di lunedì prossimo prenderà in esame la comunicazione della Consob per la predisposizione dei nuovi bilanci «anche se – spiegano dalla banca – le modifiche sono già state recepite nella semestrale 2005». Infine, oggi tocca a Gianpiero Fiorani essere interrogato. Ieri è stata la volta di Fabio Massimo Conti, gestore del fondo Victoria Eagle alle Cayman.
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