7 Agosto 2012

Nuova stangata sulle ferie: aumenta pure la benzina

Nuova stangata sulle ferie: aumenta pure la benzina

 

il carburante arriva a 1,865 euro al litro. il codacons: tra caro
gasolio, pedaggi e rincaro dell’ rc auto spendiamo 222 euro in più.
Sulle
vacanze già magre degli italiani (sei su dieci non è andato in ferie)
si abbatta anche l’ incubo del caro benzina. Che arriva proprio alla
vigilia del Ferragosto.A valle dei primi rincari d’ inizio settimana
dopo gli sconti self, Eni ha deciso di rialzare i prezzi raccomandati di
benzina e diesel rispettivamente di 1,3 e 0,5 cent euro/litro. Ma non è
sola. A muoversi nella stessa direzione, secondo quanto risulta a
Quotidiano Energia, anche Tamoil (+1 cent su entrambi i prodotti), Q8
(rispettivamente +1 e +0,5) e TotalErg (+1 e +0,6). Più nel dettaglio,
secondo quanto risulta in un campione di stazioni di servizio che
rappresenta la situazione nazionale per Check-Up Prezzi QE, i prezzi
medi serviti sono oggi tutti in salita a 1 ,865 euro/litro per la
benzina, 1,754 per il diesel e 0,752 per il Gpl. Anche le punte massime
sono in ascesa fino a 1,948 per la verde e 1,798 per il diesel mentre il
Gpl flette a 0,785. La protesta dei consumatori Codacons ha stimato che
per gli automobilisti che si mettono in viaggio, considerando i pedaggi
autostradali, l’ aumento dell’ Rc auto, e il caro-benzina, è in arrivo
una stangata da 222 euro. Adusbef e Federconsumatori sottolineano che si
tratta di aumenti “ingiustificati” e fanno sì che il pieno per una
macchina di media cilindrata torni a 95 euro. Si tratta di incrementi
che “vanno a vanificare le promozioni e gli sconti praticati da varie
compagnie nel fine settimana: buone pratiche che dimostrano come,
volendo, i prezzi si possano ridurre”. Le associazioni di consumatori
suggeriscono di “rendere permanenti gli sconti nel week end e potendo,
visto il successo della domanda, aumentare la quantità di carburante
così distribuite”. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno la
benzina costa 30 centesimi in più al litro. Di questi 20 dipendono dalla
maggiore tassazione, altri due o tre al differenziale sull’ euro: gli
otto centesimi che restano rappresentano un maggior margine di guadagno
su cui si potrebbe intervenire.

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