Nuova social card, “una presa in giro”
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
«Il Governo ha deciso di aiutare per l’ ennesima volta le banche, invece dei loro tartassati clienti – denuncia il Codacons sul suo sito internet – con il decreto milleproroghe, infatti, si consente loro di scaricare, attraverso le imposte, le svalutazioni dei crediti. Per il Codacons è uno scandalo. Se, infatti, aiutare il sistema bancario poteva avere una giustificazione allo scoppio della crisi, per evitare reazioni a catena su tutto il sistema economico, ora è un affronto, considerato che le banche si sono già ampiamente rifatte della crisi in corso, tartassando i poveri clienti con nuove gabelle che nel 2011 determineranno un aggravio di spesa pari a 28 euro a famiglia». Critiche anche alla nuova social card. «Il Codacons, infatti, ha sempre evidenziato, fin dalla sua istituzione, che i criteri erano talmente selettivi che non era possibile nemmeno raggiungere la platea promessa e preventivata all’ epoca dal Governo di un milione e 300.000 persone. Inoltre con la social card si erano aiutati con una elemosina di 40 euro, meno dell’ 8% dei 7,8 milioni di poveri indicati dall’ Istat. Perchè la cosa funzionasse, dunque, sarebbe semplicemente bastato stanziare più soldi e allargare conseguentemente le maglie dei criteri, innalzando la soglia del reddito Isee ed eliminando il criterio dell’ età. Invece il Governo ha addirittura annullato la struttura messa in piedi precedentemente, faticosamente andata a regime, che vedeva il coinvolgimento di Inps e Poste Italiane, e ha deciso di ricominciare da zero, coinvolgendo gli enti caritativi. Alla fine di questa perdita di tempo gli interessati dal provvedimento saranno gli stessi promessi e non mantenuti di prima, anzi meno: 1 milione e 230.000 invece dei precedenti 1 milione e 300.000. E il fondo stanziato è di appena 487 milioni di euro, meno della metà».
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