17 Luglio 2013

Nuova polemica sulla frase di Calderoli E si moltiplicano le denunce in Procura

Nuova polemica sulla frase di Calderoli E si moltiplicano le denunce in Procura

 

? BERGAMO ? NON SI PLACANO le polemiche per la frase pronunciata dal vice presidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, che sabato sera a Treviglio, durante la tradizionale «Festa de Treì», aveva paragonato il ministro all’ Integrazione Cécile Kyenge a un orango. E mentre la Procura della Repubblica è in attesa di ricevere l’ esposto annunciato dal Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), ieri una denuncia contro le frasi di Calderoli è stata presentata dall’ avvocato Giuseppe Sarno, con studio nel centro di Bergamo, che ha chiesto che «vengano effettuati gli opportuni accertamenti, nonchè venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale rilevanza». Non solo: da Ferrara i segretari provinciale e comunale del Pd della città estense, Paolo Calvano e Simone Merli, hanno annunciato che depositeranno anch’ essi questa mattina, sempre alla Procura di Bergamo, una denuncia nei confronti dell’ esponente lumbard per diffamazione aggravata dall’ odio razziale, reato per cui si può procedere d’ ufficio. SECONDO il legale che assiste i due esponenti del Partito Democratico, l’ avvocato Fabio Anselmo, che ha rappresentato tra l’ altro anche i familiari di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi, «la persona offesa potremmo essere tutti noi, visti i valori costituzionali in gioco». «Il ministro Kyenge è una cittadina italiana – ha dichiarato Merli – non è congolese e noi siamo fieri che sia un ministro dello Stato italiano». Intanto lunedì sera la vicenda è approdata a Palazzo Frizzoni, nel corso del Consiglio comunale, con un’ accesa polemica tra maggioranza e opposizione. A dar fuoco alle polveri, una mozione – poi bocciata – dei gruppi di centrosinistra per esprimere solidarietà alla titolare dell’ Integrazione di origine congolese. Il testo è arrivato sui banchi del Consiglio, che lunedì aveva una seduta calendarizzata. La prima firmataria, Elena Carnevali (Pd), ha chiesto la discussione urgente «perché le frasi pronunciate da Calderoli appaiono gravi». Poi la richiesta:«Il Pdl voti l’ urgenza, non mostri sudditanza nei confronti della Lega». Il testo, però, non è arrivato alla discussione, l’ urgenza è statat bocciata dal centrodestra. IL CARROCCIO , con il capogruppo Alberto Ribolla, ha contestato la procedura accelerata del testo in modo generico. Successivamente sono stati gli azzurri ad affossare la discussione. «Quando il ministro è venuto in città e il Carroccio ha annunciato contestazioni, ho detto pubblicamente che era un grave errore – ha affermato Giuseppe Petralia, capogruppo del Pdl -. Ma ora Calderoli ha chiesto scusa, per questo secondo noi l’ urgenza di dibattere non c’ è». Dai banchi del centrosinistra non si è fatta attendere la reazione:«Vergogna, vergogna», hanno urlato i consiglieri. Michele Andreucci.

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