5 Febbraio 2020

Nuova ondata di cartelle dai consorzi di bonifica Alt di sindaci e Codancos

Donato NUZZACI Piovono nuove cartelle esattoriali dai Consorzi di bonifica nelle case dei salentini e cresce la protesta delle associazioni di consumatori e dei sindaci. Nel mirino finiscono non solo gli enti consortili, ma anche la Regione. A riaccendere la polemica sono state nei giorni scorsi le ultime notifiche eseguite dalla società Creset, incaricata dal Consorzio di Bonifica Ugento li Foggi per la riscossione: avvisi di pagamento per opere irrigue (codice 648) per gli anni 2013, 2014 e 2015. Si tratta di un contributo fisso per l’ irrigazione a carico di tutti i proprietari di immobili serviti da impianto pubblico di irrigazione. La protesta, si diceva. A mobilitarsi l’ associazione Codacons Lecce che con i suoi avvocati si dice pronta ad affiancare i cittadini nella predisposizione dei ricorsi e si spinge a chiedere alla Regione la «chiusura degli enti di bonifica». «Si tratta di un contributo gravante solo sugli immobili ricadenti nel perimetro degli impianti di irrigazione in esercizio e dovuto solo ed esclusivamente in caso di effettiva esecuzione delle necessarie opere di manutenzione degli impianti medesimi da parte del consorzio di bonifica Ugento li Foggi», spiegano gli avvocati Cristian Marchello della sede Codacons Lecce e Giorgio Frigoli dello Sportello tributi. Una contesa che, come si sa, parte da lontano. «Come ha più e più volte detto la giurisprudenza delle commissioni Tributarie in caso di mancata esecuzione di tali opere – scrivono da Codacons – sul piano tributario non vi sono i presupposti per l’ esercizio del potere impositivo da parte del consorzio di Bonifica Ugento li Foggi e gli eventuali atti diretti alla riscossione del relativo contributo sono illegittimi». Un tributo che riguarda tre annualità. Una stangata per molti cittadini. E Codacons, nel caso specifico di queste cartelle, evidenzia che «da svariati anni e già da epoca anteriore agli anni 2013, 2014 e 2015, il consorzio di bonifica Ugento li Foggi non esegue opere di manutenzione degli impianti, così come riportato anche in una relazione dei revisori dello stesso ente del 2015 laddove si dà atto della concreta esecuzione di tali opere solo sino al 2011». Marchello e Frigoli citano una risoluzione del 2016 del Garante del contribuente per la Puglia il quale «aveva invitato il consorzio Ugento li Foggi ad annullare in autotutela tutti gli atti emessi per il contributo di opere irrigue avente codice 648 con riferimento agli anni di imposta dal 2012 in poi». Da qui l’ appello finale alla Regione: «Intervenga e chiuda immediatamente questi enti che chiedono soldi non dovuti». Dal Codacons ai Comuni. E anche i sindaci sono sul piede di guerra. Il primo cittadino di Nociglia, Massimo Martella, fa sapere di essere «ancora in attesa di un incontro con il presidente della Regione Michele Emiliano, così come da nostra richiesta lo scorso anno insieme ad una trentina di sindaci delle province di Lecce, Brindisi e Taranto». A gennaio del 2019, ricorda Martella, molti Consigli comunali deliberarono per «chiedere un vertice con Emiliano, un incontro che non c’ è mai stato, nonostante l’ impegno del presidente della Provincia Minerva di farsi portavoce con la Regione. È stato un fatto di cui restiamo dispiaciuti». I sindaci nelle delibere chiedevano un impegno per modificare le leggi regionali del 2017 istitutive del consorzio di bonifica centro-sud Puglia. Martella parla di «questione paradossale, oltre ai problemi che si sono verificati in questi anni, c’ è stata anche la beffa del pagamento del tributo per un servizio non erogato. Il nostro impegno è quello di resettare e ripartire, coinvolgendo i territori e le municipalità interessate dalla gestione dei consorzi, per condividere un’ azione non calata dall’ altro, ma decisa dal basso». Sulla stessa lunghezza d’ onda il sindaco di Supersano, Bruno Corrado: «Eravamo e siamo tutti d’ accordo sulla sospensione delle cartelle e per far gestire i servizi dei consorzi comune per comune senza gravare sulle tasche dei cittadini. Attualmente in pochi usufruiscono del servizio e ora cercheremo di farci sentire in vista delle elezioni regionali. La popolazione ha dovuto già subire nelle campagne il problema della xylella e altre calamità di questo periodo per cui non può affrontare anche questi balzelli». A condividere l’ iniziativa del Codacons è anche il sindaco di Botrugno, Silvano Macculi: «Il mio Comune è stato sempre in prima fila nel denunciare l’ illegittimità degli atti del consorzio di Bonifica in quanto viene chiesto ingiustamente ai cittadini di pagare un contributo per opere irrigue con non si eseguono ormai da circa da 10 anni». In campo anche il sindaco di Palmariggi Franco Zezza che critica l’ operato dei consorzi: «È un problema annoso questo dei consorzi di bonifica che una volta avevano senso, svolgevano un ruolo importante sia riguardo ai servizi e alla pulizia di strutture e canali. Oggi invece non rivestono un ruolo essenziale. È vergognoso chiedere il pagamento del tributo 648 in cui si prevede che basti la presenza di qualcosa, anche se non si ha un servizio, per pagare il canone. La soluzione suggerita da noi c’ è: queste strutture vanno chiuse salvaguardando i posti di lavoro, con mobilità e altre iniziative a carico della Regione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
donato nuzzaci

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