13 Novembre 2009

Nuova influenza/ Codacons: Sul vaccino dubbi anche da Corte dei Conti

 

Roma, 12 nov.  (Apcom) – Nuovo ‘capitolo’ della querelle tra Codacons e ministero della Salute sul vaccino per l’influenza A/H1N1: ieri il Codacons aveva annunciato una diffida al Ministero e all’Aifa e il Consiglio superiore di sanità aveva precisato che il vaccino è sicuro, oggi sempre il Codacons ribatte rendendo noto che anche la Corte dei Conti ha sollevato di recente dubbi in merito al vaccino contro la nuova influenza.  In un documento del 10 settembre 2009, che il Codacons pubblica oggi integralmente sul blog www.carlorienzi.it, i giudici della Corte contabile hanno sottolineato alcuni punti ‘critici’ relativamente al contratto di fornitura del vaccino. Tra le rilevanze sollevate si legge: "La decima premessa – parte integrante del contratto – precisando che l’esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali"; "l’art. 3.1 prevede la possibilità di mancato rispetto delle date di consegna del prodotto, senza l’applicazione di alcuna penalità"; "l’art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell’autorizzazione all’immissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico ‘Quality Agreement’; "le garanzie poste a favore del Ministero in caso di mancata autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto in Italia non appaiono correlate all’esborso finanziario supportato dal Ministero fino a quella data, né bilanciate con quelle poste a carico del Ministero nel caso di impossibilità di ritiro del prodotto".  Tuttavia – spiega il Codacons – trattandosi di un provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali e riconoscendo l’urgenza di intervento, la Corte dei Conti ha dato il via libera al contratto di fornitura del vaccino.  Relativamente al contratto il Codacons sottolinea come in questo si parli, in capo all’azienda farmaceutica, di ‘sforzi commercialmente ragionevoli’ per portare a termine l’incarico, tenuto conto dei diversi fattori che esulano dalla volontà dell’azienda stessa".
 

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