3 Gennaio 2010

Nuova class action: contestato il test fai-da-te dell’ influenza A

ROMA Continua la battaglia (anche molto mediatica, fa tanta pubblicità) del Codacons sulla class action: l’ associazione dei consumatori ha deciso – dopo le citazioni di Capodanno per Banca Intesa e Unicredit – di chiamare in giudizio un colosso farmaceutico, per il recente test fai-da-te contro l’ influenza A, ritenuto poco efficace e quindi ingannevole. Davanti al tribunale di Milano, è così stata citata la Voden Medical Instrument spa, ideatrice e distributrice del test. Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lo strumento chiamato «Ego test flu», è «un vero imbroglio». E ne sarebbero stati venduti, sempre secondo l’ associazione, «milioni di pezzi» al costo di 14,50 euro l’ uno. Il Codacons spiega come anche per i tecnici del ministero della Salute il prodotto della Voden Mediacal Instrument avrebbe una scarsa sensibilità rispetto agli esami di tipo molecolare. I cittadini italiani che hanno comprato il test e hanno mantenuto lo scontrino, o possono ottenere una dichiarazione in merito magari da parte del farmacista, hanno il diritto a «ottenere giustizia». Se il tribunale accoglierà l’ azione, secondo l’ associazione decine di migliaia di acquirenti potranno ottenere la restituzione della somme pagate. Quanto alla class action sulle banche, invece, l’ associazione dice che «sono potenzialmente circa 25 milioni i cittadini interessati: possono chiedere la restituzione di 250 euro a testa per la vicenda delle commissioni bancarie contestate dall’ Antitrust, per complessivi 6,25 miliardi di euro». Pur utilizzando questo strumento, comunque, l’ associazione ieri ne ha criticato i limiti: «Il difetto principale di questa class action – spiega Rienzi – è la mancanza del danno punitivo: chi imbroglia può continuare a imbrogliare perché sa che può essere condannato solo a restituire quello che è il frutto dell’ imbroglio. Se ci fosse invece il danno punitivo come negli Usa, cioè con una somma molto forte, avrebbe un effetto deterrente e utile». «Le class action per la pubblica amministrazione, poi – conclude Rienzi – sono praticamente una barzelletta, perché non è previsto nessun risarcimento». Nella battaglia di pubblicità che è derivata dall’ approvazione della legge sulla class action, si sono pronunciati ieri anche Adusbef e Federconsumatori, tanto per non lasciare tutto lo spazio mediatico alla concorrente Codacons: le due associazioni hanno ricordato come sia ancor più importante, d’ ora in poi, conservare scontrini, bollette, ma anche contratti assicurativi o estratti conti bancari, insomma tutti quei documenti che sono essenziali come prova in una eventuale causa derivante da una class action. Proprio a proposito del massimo scoperto, «bestia nera» dei correntisti (e fonte di guadagno comodo per le banche) Adusbef e Federconsumatori sottolineano come (finalmente) il tema sia arrivato sotto la lente delle autorità di controllo.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this