23 Gennaio 2010

Nuova bestemmia al GF Canale5 fa finta di niente

L e parole sono pietre, ed esprimono, anche al di là di uno schermo televisivo, una violenza concreta che si unisce al disprezzo e all’ invettiva. La bestemmia pronunciata da uno dei reclusi de Il Grande Fratello di Canale 5, espressione di beota volgarità e di aggressività non frenata, è il segno di una mancanza di rispetto pericolosa, per la quale lo spettatore è il destinatario indifeso di qualunque sguaiataggine, come il programma ha ampiamente dimostrato. E se migliaia di lettere, telefonate, e- mail sono scattate ad accusare e a protestare, verso la stampa ma anche verso gli organi istituzionali, è il segno di una offesa che è giunta a segno, e di una sopportazione che ha toccato i limiti. E poco vale il riflettere sulla composizione artificiosa del programma, per il quale sono appositamente scelti personaggi sguaiati ed esibizionisti, che della trasgressione fanno strumento per ottenere una labile popolarità, ma che tuttavia coinvolgono spettatori curiosi e spesso indifesi. La diffusione del turpiloquio ( cosa ben diversa, comunque, dalla bestemmia), che è testimoniata – basta salire su un autobus alla fine delle lezioni scolastiche – dal linguaggio degli adolescenti che, se si trovano in pubblico, spesso vogliono farsi notare con ingenua ma fastidiosa protervia, trova in spettacoli come Il Grande Fratello un avallo e una apparente giustificazione: ed è vano notare che sovente persino in famiglia i più piccoli trovano indulgenti sorrisi, quando copiano un’ espressione cruda sentita dai ‘ grandi’ , anziché il « Ti lavo la bocca con il sapone! » come minacciavano un tempo le nonne. Cosa fare? Augurarci, prima di tutto, che il responsabile della bestemmia – Massimo Scattarella – sia espulso dalla ‘ casa’ : e che non si aspetti la puntata di lunedì prossimo ( come sembra voglia fare Canale 5) per fare della cacciata un ulteriore spettacolo, il che significherebbe, per gli autori, una connivenza aperta. E che il reality, di per sé innovazione teatrale e non codificata mostra di scurrilità, possa offrire personaggi meno volgari e più simili, se di realtà si tratta, a coloro che vediamo fra noi in casa e al lavoro. Così chiedono anche le associazioni: come il Codacons, per voce di Carlo Rienzi, che lamenta la troppa tolleranza di un linguaggio diseducativo in vari programmi tv. E anche il Moige, con Elisabetta Scala, responsabile dell’ Osservatorio Media, che approva la proposta di vietare film vietati ai minori tra le 7 e le 23 su tutte le piattaforme tv, ma considera « non tutelati i minori quanto al linguaggio inadatto alla fascia protetta, con oscenità e volgarità quotidiane » . E infine l’ Aiart, associazione di telespettatori cattolici, cui dà voce il presidente Luca Borgomeo, che osserva: « La bestemmia del Grande Fratello è l’ ennesima prova dello squallore di questa trasmissione. Mandare sullo schermo chicchessia espone senza ombra di dubbio a queste figuracce » . E continua: « Non ci vengano più a dire i dirigenti di Canale 5 che la loro è una televisione adatta anche alle famiglie » . Poiché è effettivamente diffusa la visione familiare del programma, estesa anche ai più piccoli, come dimostrano ogni settimana le statistiche auditel: un motivo di più perché la protesta arrivi a chi di dovere. Polemiche sul «Gf» per la bestemmia del concorrente Massimo Scattarella, nel riquadro.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox