25 Marzo 2012

Numeri «caldi»

Numeri «caldi»

 Una barriera psicologica già violata In diversi distributori italiani la benzina costa già 2 euro al litro e il gasolio poco meno. Succede, in particolare, in quelle zone d’ Italia dove la Regione ha sfruttato al massimo la possibilità di aumentare l’ accisa: le Marche, la Toscana e la Liguria, che hanno alzato la tassa per pagare la ricostruzione dopo le alluvioni dello scorso anno. A livello nazionale il prezzo medio della verde in modalità ‘servito’ è di 1,87 euro al litro, quello del diesel 1,78. Col fai da te o alle ‘pompe bianche’ (quelle indipendenti) si risparmiano 5-15 cent al litro. 2 430 MILIONI Il sovrapprezzo delle ferie di Pasqua Secondo i calcoli dell’ associazione dei consumatori Codacons, ipotizzando 8 milioni di auto in viaggio e un aumento del costo del pieno di 18 euro rispetto a un anno fa, per le vacanze di Pasqua gli italiani spenderanno stavolta 430 milioni di euro in più. In realtà però difficilmente gli automobilisti viaggeranno come l’ anno scorso: già a gennaio e febbraio gli italiani hanno presumibilmente ridotto l’ uso dell’ auto, si spiega così il crollo (-9,6%) dei consumi di carburante nei primi due mesi. 3 5,5 MILIARDI Le entrate nelle casse dell’ Erario Nonostante la riduzione dei consumi, grazie all’ aumento delle tasse il Tesoro tra gennaio e febbraio ha già guadagnato 5,5 miliardi di euro dai carburanti. Sono quindi finiti allo Stato più della metà dei 10,1 miliardi spesi dai cittadini. L’ incasso dell’ Erario è del 19,8% superiore a quello ottenuto nei primi due mesi dello scorso anno. Se si proseguirà con questi ritmi a fine anno il Tesoro avrà guadagnato 39 miliardi grazie a diesel e benzina, 6,5 miliardi in più dell’ anno scorso. L’ aumento vale una piccola manovra. 4 5 MILIARDI Il drastico taglio dei rifornimenti I consumi di carburanti in Italia stanno diminuendo da otto anni (con l’ unica interruzione nel 2006). Se nel 2004 gli automobilisti italiani avevano pompato nei loro serbatoi 48,4 miliardi di litri, lo scorso anno hanno fatto rifornimento per 43,5 miliardi. In parte è uno degli effetti della crisi è in parte il risultato di motori più efficienti. Ma consumare meno non ha ha permesso loro di spendere meno: lo scorso anno infatti hanno pagato i rifornimenti 64,3 miliardi complessivi. Nel 2004 ne erano bastati 49,2.

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