10 Gennaio 2007

Nulle le multe sulle strisce blu se manca un parcheggio gratuito in zona

Roma. Roma, Milano, Firenze, Napoli, Catania, Palermo e altre città non sono interessate, ma rischia di provocare una valanga di ricorsi (contro il 50% delle multe elevate, secondo il Codacons) la decisione della Cassazione in base alla quale nei centri urbani – ad esclusione delle zone a traffico limitato, delle aree pedonali e da quelle di particolare rilevanza urbanistica – gli amministratori comunali hanno l`obbligo di realizzare, sempre, aree di sosta libera da balzelli accanto ai posteggi a pagamento a fascia oraria. A dirlo sono le Sezioni unite civili della Cassazione, presiedute da Vincenzo Carbone, che hanno rigettato il ricorso del Comune sardo di Quartu Sant`Elena contro la decisione con la quale il giudice di pace di Cagliari, il 3 luglio 2002, aveva annullato diverse multe inflitte dalla polizia municipale a un avvocato che posteggiava la macchina della moglie senza pagare il ticket in un posteggio a pagamento. Dagli assessorati ai trasporti, dalle polizie municipali e dai gabinetti del sindaco di alcune grandi città – Roma, Milano Firenze, Napoli, Catania e Palermo – arrivano dichiarazioni tranquillizzanti: tutto è in linea con le norme e i parcheggi a pagamento hanno le carte in regola per non avere nelle vicinanze un posteggio libero e gratuito. “Attendiamo di leggere il dispositivo della sentenza – commenta Fabio Sturani, Sindaco di Ancona e vicepresidente della Associazione dei Comuni Italiani – Ovviamente tutti i sindaci sono interessati alla questione, per quello che essa può significare per le nostre città“. Nel suo ricorso alle vie legali, l`avvocato, Gavino S., sosteneva che le contravvenzioni ricevute dovevano essere dichiarate nulle in quanto il Comune non aveva previsto la realizzazione “di adeguate aree destinate al libero parcheggio, come previsto dal comma 8 dell`art. 7 del codice della strada“. Il Giudice di pace gli aveva dato pienamente ragione. Contro questo verdetto il sindaco di Quartu ha protestato in Cassazione. La Suprema Corte, però, ha affermato che il reclamo “non merita accoglimento“ in quanto il Comune non aveva emanato “provvedimenti amministrativi istitutivi delle zone di parcheggio a pagamento accompagnate anche dall` obbligo di prevedere aree di parcheggio libere“. Ad avviso delle Sezioni unite – sentenza 116 depositata ieri – al giudice di pace è consentito accertare eventuali vizi di legittimità, nelle delibere comunali relative all`istituzione di posteggi a pagamento, “come quello consistente nella violazione dell`obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui venga vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento“. Per quanto riguarda la zona nella quale posteggiava Gavino S., il Comune di Quartu non ha mai dimostrato che tale area rientrasse, quanto meno, nella zona A, ossia tra quelle di rilevante interesse urbanistico. Per di più l`unico posteggio gratuito, realizzato dalla pubblica amministrazione di Quartu, era “lontanissimo“ dal centro città che l`avvocato doveva raggiungere. Così il reclamo del Comune è stato rigettato. Oltre al Codacons che definisce “rivoluzionario“ il verdetto della Cassazione, anche l`Adoc interviene sottolineando che la sentenza “potrebbe porre fine all`epoca dei dazi feudali imposti dai Comuni“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this