23 Maggio 2018

«Nulle le multe notificate oltre i 90 giorni»

il codacons sui ritardi dei comuni: «spesso sforano i tempi di legge»
di LUCA SOLIANI «ILLEGITTIME le multe notificate dopo i 90 giorni. Tantissimi i casi modenesi, ma le possibilità di annullarle sono alte. È necessario però iniziare a sanzionare i Comuni che sforano i tempi ma ‘ci provano’ lo stesso a stangare gli automoblisti». Parole di Fabio Galli del Codacons che si augura che le recentissime sentenze sull’ argomento «inducano a ravvedersi quelle amministrazioni che, per loro comodo, interpretano l’ art. 201 del Codice della Strada, facendo decorrere il termine di 90 giorni entro il quale notificare le multe, non dal giorno dell’ avvenuta infrazione, ma da quando fa più comodo…». GALLI ENTRA quindi nel merito del fatto che i termini decorrono dal giorno dell’ avvenuta infrazione: «Già si era espresso il Tar Lombardia nel 2017 mettendo in risalto che ai sensi dell’ articolo 201 del Codice della Strada – sottolinea -: il giorno d’ inizio della decorrenza del termine di 90 giorni per la notifica del verbale di accertamento delle infrazioni allo stesso codice, elevati dalla Polizia mediante strumenti elettronici, decorre dal giorno della commessa infrazione». E lo stesso Tar ha posto in risalto una circolare del Ministero dell’ Interno del 2014 «che citava testualmente: ‘salva la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi, il dies a quo per la decorrenza dei termini non può che essere individuato in quello della commessa violazione’». Circolare che è stata seguita «anche da un documento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, rispondendo ad una interrogazione parlamentare in merito alla data di decorrenza dei termini entro i quali notificare le multe, così spiegava che ‘da un punto di vista procedurale non è corretto soprattutto nei confronti dei cittadini che in questo modo non hanno più la certezza della legge, qualora il termine perentorio dei 90 giorni si dovesse dilatare a dismisura, senza fissare un momento preciso nel tempo. Un atteggiamento di questo tipo se è giustificabile dal punto di vista freddamente amministrativo, non lo è affatto dal punto di vista etico perché fa scadere credibilità della Macchina Pubblica e perché la sanzione perde di fatto quella funzione, fondamentale, per la società, di riappacificazione tra il cittadino e chi lo amministra. Quindi per l’ accertamento si intende il momento esatto in cui viene rilevata l’ infrazione e non importa se sia stato un dispositivo di controllo automatico ovvero un agente di polizia’». MA NON È FINITA. Galli cita anche il parere della Suprema Corte: «Ha statuito che il termine per la notifica decorre dal giorno dell’ effettivo accertamento, ovvero il giorno della commessa infrazione». «Alla luce della autorevolissime indicazioni – commenta -, tutte assolutamente concordi nell’ individuare il giorno d’ inizio della decorrenza dal giorno in cui si è commessa l’ infrazione, nessuna amministrazione deve più derogare a proprio comodo tale termine se non nei casi in cui la stessa amministrazione necessiti di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi. Si pensi, ad esempio, al caso di una vettura che pochi giorni prima dell’ avvenuta infrazione abbia cambiato ufficialmente proprietario…». Conclude l’ associazione dei consumatori: «A questo punto in una società evoluta dal punto di vista del diritto ci si dovrebbe domandare come ‘sanzionare’ chi, innanzi a tale granitica indicazione di dovere notificare la multa entro i 90 giorni dalla data dell’ avvenuta violazione al Codice della Strada, dovesse continuare ad interpretare la norma a proprio piacimento, notificando oltre i 90 giorni?».
luca soliani

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