8 Maggio 2019

“Nulla per evitare strage treni” la Regione chiamata a risarcire

 

Il Tribunale riconosce la responsabilità civile dell’ ente: “Mai rescisso il contratto o segnalata l’ inaffidabilità del gestore” La Regione Puglia nella duplice veste di parte civile e al tempo stesso di responsabile civile nel processo per la strage ferroviaria del 12 luglio del 2016 tra Andria e Corato costato la vita a 23 persone. Lo ha deciso il tribunale collegiale nell’ ultima udienza in corso nell’ aula bunker del carcere di Trani con un’ ordinanza che ribalta quanto fu stabilito dal gup che invece aveva detto no all’ ammissione dell’ ente come soggetto tenuto all’ eventuale risarcimento del danno. A rispondere civilmente erano già stati citati il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la Ferrotramviaria, società che gestisce la linea in concessione e che è imputata insieme ad altre 17 persone fisiche. Per il Tribunale di Trani la Regione Puglia ” non ha mai rescisso il contratto di servizio” con Ferrotramviaria, ” ne’ ha effettuato segnalazione alcuna al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, consentendo il protrarsi della concessione in favore di un soggetto rivelatosi inaffidabile, omettendo colpevolmente l’ adozione delle cautele e il controllo delle attività espletate dalla concessionaria connessi alla posizione di garanzia ricoperta”. Nell’ ordinanza il tribunale spiega che dal 2000 la Regione Puglia ” è subentrata allo Stato in qualità di ente concedente” dei servizi ferroviari sulla tratta Bari- Barletta, in concessione di esercizio alla società Ferrotramviaria e quindi ” non può escludersi che l’ ente locale possa essere chiamata a rispondere, nei limiti delle proprie prerogative unitamente alla Ferrotramviaria, delle conseguenze dannose dei fatti di reato per i quali si procede”. Il collegio ha ammesso inoltre la costituzione di parte civile di altri parenti delle vittime e dei comuni di Corato e Andria nei confronti di Ferrotramviaria. Parti civili sono dunque la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, alcune associazioni che si sono aggiunte nel corso del processo come il Codacons, Confcomsumatori, Gepa e Ubf, oltre ai parenti delle vittime e ai passeggeri sopravvissuti, ad eccezione di quanti hanno ritirato la costituzione dopo aver già ottenuto i risarcimenti danni dall’ assicurazione. I giudici hanno rigettato inoltre la richiesta di citazione come responsabile civile avanzata nei confronti dell’ Ustif di Puglia, Basilicata e Calabria, mentre e’ stata considerata fuori termine la richiesta dell’ Adoc. Alla sbarra ci sono 17 persone fisiche, tra dipendenti e dirigenti della Ferrotramviaria e del Ministero, accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio plurimo colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Una diciottesima persona, funzionaria del Mit, e’ a processo con il rito abbreviato. Secondo i pm Alessandro Pesce e Marcello Catalano l’ incidente fu causato da un errore umano, ma sono ritenuti responsabili anche coloro che non avrebbero vigilato sulla sicurezza di quella tratta a binario unico. © RIPRODUZIONE RISERVATA Ammessa la costituzione di altri parenti delle vittime e dei Comuni di Corato e Andria contro Ferrotramviaria La strage ferroviaria Lo scontro costò la vita a 23 persone.
GIOVANNI DI BENEDETTO

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